Il Tirreno

Pontedera

La storia

Un “bar tutto gratis” per gli operai con gelati e bibite all’uscita dal lavoro: la nuova idea del diacono pontederese

di Francesco Turchi

	Il punto con gli ombrelloni 
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Il punto con gli ombrelloni 

L’iniziativa del prof Tommaso Giani davanti al centro logistico Conad a Capanne

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MONTOPOLI. Stavolta niente giro d’Italia in bici “alla cieca”. Già, perché nel 2020 decise di mettersi in gioco come “termometro dell’accoglienza”, andando a elemosinare un letto, un piatto o una doccia bussando a perfetti sconosciuti. E in tanti gli aprirono. A proposito di pedali: due anni fa salì in sella a Genova (dove ha vissuto a lungo nella comunità di accoglienza di don Andrea Gallo) , e arrivò in sella fino a Leopoli, per poi raggiungere Kharkiv al volante di un’auto acquistata grazie alle donazioni raccolte con il suo “diario di viaggio” verso le bombe e poi donata alla Caritas locale, impegnata negli aiuti alla popolazione martoriata dalla guerra: un’avventura di oltre 2mila chilometri fino all’Ucraina per portare un piccolo-grande aiuto.

Ma Tommaso Giani, 42 anni, diacono pontederese, prof di religione del Checchi di Fucecchio, nel suo curriculum vanta anche la “Settimana offline”, per esempio, con un gruppetto di studenti che hanno accettato la sua sfida di vivere per qualche giorno senza smartphone. E tante altre iniziative originali. Ora ne ha “combinata” un’altra delle sue. Ha piazzato ombrelloni e tavolino nella zona del centro logistico Conad a Montopoli. E lì ha allestito un “bar tutto gratis”.

L’idea

Perché Tommaso è così: quando ha un’idea per aiutare gli altri, è capace di coinvolgere tanti soggetti con il suo entusiasmo e la sue determinazione. E anche stavolta è andata così.

Ha scelto per la sua iniziativa il centro logistico più grande del comprensorio del cuoio, a Capanne: «È qui – scrive sui social – che fa scalo tutta la merce acquistata da noi consumatori nei supermercati Conad dell’intera Toscana. È il supermercato dei supermercati. Qui gli scaffali non sono alti due metri, ma arrivano fino in cielo. Le corsie non sono percorribili in pochi passi, ma si prolungano e si susseguono a perdita d’occhio. Dentro questo capannone grande quanto svariati campi di calcio viene immagazzinato, scaricato e caricato di tutto. I camion arrivano e partono in continuazione. E poi, oltre ai camionisti, ci sono gli operai. Centinaia di persone che si danno il cambio di continuo fra gli scatoloni da sollevare, etichettare e trasportare. Il centro logistico infatti è aperto 24 ore su 24, 365 giorni all’anno».

Il proposito

Qui «una massa di uomini di tante età e nazionalità diverse è come il dietro le quinte di un concerto. Ogni volta che entriamo in un supermercato a fare la spesa, solo alcuni lavoratori sono visibili. Ma ce ne sono tanti altri invisibili, per esempio quelli che lavorano in posti come questo, in mansioni ripetitive, in un lavoro molto faticoso a causa dei turni di mattina, di pomeriggio e di notte, e dei ritmi intensi del carico-scarico. Eppure se noi clienti troviamo ogni giorno le merci desiderate ognuna al proprio posto, è merito anche e soprattutto di questi “invisibili”. Da oggi questi invisibili saranno un po’ meno invisibili. O almeno, questo è il proposito di partenza delle mie vacanze estive».

L’ombrellone da spiaggia

E infatti Tommaso Giani ha piantato l’ombrellone da spiaggia in un terreno a poca distanza, che diventerà il suo quartier generale ad ogni cambio turno, quando arriverà per «fare il tifo per gli operai di Capanne. Grazie a una donazione di circa mille euro ho a disposizione 300 gelati da regalare ai miei eroi del centro logistico nell’arco delle prossime settimane. E poi bibite fredde in quantità, e anche paste e cornetti per fare colazione durante la notte o alle prime luci dell’alba insieme agli operai. Spero di regalare, da qui a Ferragosto, un pochino di refrigerio e un pizzico di allegria a chi ogni giorno e ogni notte si fa il mazzo dentro il supermercato dei supermercati».

L’auspicio

Con l’auspicio che il suo non resti un episodio isolato: «Spero di far venire voglia anche ad altri di unirsi a questo punto di ristoro e di amicizia completamente gratuito. Se per caso durante le prossime settimane pensate di fare un salto a Capanne per regalare agli operai una fetta di torta salata fatta in casa, o un dolce oppure un piatto di pastasciutta, contattatemi in privato così vi svelerò gli orari giornalieri di questo bar gratuito e improvvisato».

I primi a sorprendersi sono stati proprio loro, gli operai. Che ieri sono stati accolti all’uscita da lavoro («in molti sebbene la distanza casa-lavoro sia di diversi chilometri, la percorrono pedalando o monopattinando anche nel cuore della notte») , al grido «gelati gratis! Bibite gratis! ” di uno sconosciuto.

«Qualcuno – scrive Giani – si riscuote dal torpore e mi guarda stralunato. Altri sorridono. Sudamericani, pakistani, africani. “È strano. Ma perché? ”. “Non c’è tempo per spiegare, sennò si sciolgono, tieni”». Le vacanze estive di Giani, decisamente alternative, sono iniziate.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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