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La storia

Un rifugio per le ex stelle da corsa: Samanta a Fucecchio salva i cavalli dal macello

di Paola Silvi
Samanta Catastini e alcuni cavalli della struttura
Samanta Catastini e alcuni cavalli della struttura

Ha costruito una struttura a Galleno: «Lotto ogni giorno per ridare loro la dignità»

10 luglio 2024
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FUCECCHIO. Quando Geresto è arrivato qui aveva i sospensori posteriori a terra. Vento Barocco invece aveva già, a soli due anni, un osso del gomito rotto e il nervo radiale in paralisi. C’è stato un passato glorioso in cui erano grandi campioni, vincitori di gare stellate di trotto. Poi l’età e gli infortuni hanno cambiato il loro futuro e i riflettori degli ippodromi si sono spenti.

L’associazione-rifugio

Ma a Galleno, immerso nel verde della campagna, i cavalli che provengono dal circuito delle corse trovano una seconda possibilità. E incontrano Samanta Catastini, laureata in lingue, scrittrice, operatrice certificata di etologia relazionale, floriterapeuta per animali che da 14 anni si impegna per la sua missione: dare una nuova vita e ricollocare gli ex cavalli da corsa, restituendogli dignità e salvandoli da un destino incerto. Nel 2012, per questo motivo, ha fondato l’associazione Rifugio equino Nibbio Alato.

L’idea

«Spesso, una volta terminata la carriera sportiva – spiega Samanta – questi animali hanno una sorte triste. Possono passare di mano in mano, condotti al macello o addirittura venduti per essere impiegati nelle corse su strada, quelle clandestine. Da qui la mia idea di realizzare un ambiente naturale, con stalle e comfort, in cui possono essere di nuovo se stessi, liberi, vivere sereni la loro vecchiaia. Insieme alla mia amica Benedetta, invece, ricolloco trottatori che escono di pista».

Ne avrà accolti più di 150 e, tra loro, a godersi il meritato riposo, sono passati grandi campioni del trotto. Da Geresto Dei che aveva alle spalle più di 142 gare a Trionf Vol che si era spezzato una gamba in pista. Il suo amore per i cavalli ha sempre superato le mille difficoltà economiche e le necessità che un posto come il suo, che non a caso è all’interno di un centro di allenamento equestre dove ha sede anche una clinica veterinaria ad hoc, richiede.

Come funziona

«Solo per accudire i cavalli e per il fieno servono quasi 1. 500 euro al mese. Siamo un ente no profit e riusciamo ad andare avanti grazie alle attività di sensibilizzazione che organizziamo, alla generosità delle persone e alle raccolte fondi». Ma la sua passione per questi maestosi quadrupedi ha sempre avuto la meglio. «Da quando sul mio cammino, quasi per caso – racconta gli esordi – ho conosciuto Major Peppins, una splendida quarter horse. Aveva le gambe distrutte, il respiro corto e problemi cardiaci. Lei mi ha fatto capire tante cose. L’ho ricomprata dal macello e da allora combatto perché nessun cavallo venga usato e poi gettato come fosse spazzatura».

La struttura

Al momento la sua struttura ospita 14 cavalli, di cui 11 trottatori, un purosangue, una mezzosangue e una maremmana ma Samanta ne ha visti a centinaia da quando ha iniziato nell’associazione Ihp (Italian Horse Protection Onlus) di Montaione. Poi la decisione di aprire un rifugio vicino a casa e di dedicarsi alla riabilitazione e alla ricerca di una nuova famiglia per questi cavalli.

Carezze e abbracci

«Arrivano – sottolinea – malati, intimoriti, stanchi. Hanno perso la fiducia negli esseri umani che in effetti quasi mai li considerano amici». I cavalli, per definizioni sono sempre “da qualcosa”, da trotto, da galoppo, da palio, da salto a ostacoli, da carrozza e infine da macello. Ma al Nibbio Alato la situazione cambia. «Noi abbiamo un approccio leggero, passo dopo passo. Si comincia con una nutrizione adeguata, il pascolo libero, la cura delle ferite degli zoccoli e dei denti, diete personalizzate e analisi. Poi le carezze, gli abbracci.

E i cavalli comprendono che non tutti gli umani sono crudeli». E Samanta, a 52 anni, si è fatta conoscere dagli addetti ai lavori, ha instaurato rapporti di fiducia con le scuderie, crede nel recupero dell’animale e sa che i trottatori sono forti fino in fondo, attaccati alla vita se l’uomo gli dà la possibilità di viverla.

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