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Castelfranco, la vetrina del negozio è sfondata: i titolari dormono dentro sui materassini

di Andreas Quirici
Castelfranco, la vetrina del negozio è sfondata: i titolari dormono dentro sui materassini

L'ingresso di DottorBike sfondato con un furgone. Il negozio era già stato colpito

08 luglio 2024
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CASTELFRANCO. Obbligati a dormire nel negozio dopo la spaccata con un furgone subita che, oltre alla perdita di sei biciclette per un valore complessivo di 32mila euro, ha provocato la completa rottura della vetrata a fianco dell’ingresso all’attività commerciale lungo via Francesca Nord a Castelfranco. E così, Camilla Bimbi, titolare di DottorBike è stata costretta ad accamparsi su un materassino insieme al marito Stefano Farioli. Il colpo è stato messo a segno tra venerdì e sabato e la coppia ha trascorso le ultime due notti in mezzo alle bici esposte che i ladri non sono riusciti a portare via.

Sul caso è intervenuto anche Pino Calò, da poco nominato assessore alle attività produttive di Castelfranco, nella nuova giunta guidata dal sindaco Fabio Mini, la prima di centrodestra. «Siamo preoccupati – ha detto Calò che ieri si è recato a far visita a Bimbi portando la vicinanza dell’amministrazione comunale – perché questi episodi rischiano di minare la serenità e il senso di sicurezza della cittadinanza. Oltre a creare un danno enorme ai titolari dell’attività economica. Ho intenzione di chiedere interventi ai responsabili della sicurezza a livello provinciale e mi muoverò subito affinché ci possano essere incontri per capire cosa si può fare per contrastare questa situazione».

Il precedente
Calò è preoccupato anche dal fatto che DottorBike ha già subito un furto simile a dicembre. «Un uomo con un martellino ruppe il vetro e portò via una bicicletta causando un danno complessivo da 18mila euro – spiega Farioli –. Questa volta il problema è stato più grande e siamo sconsolati. Abbiamo avviato questa attività nel 2018 da appassionati della bicicletta. Poi siamo cresciuti acquisendo clienti da mezza Toscana. Non vogliamo chiudere, ma cerchiamo un altro fondo perché questo, pur essendo su una strada molto frequentata, non è granché visibile. E i ladri sfruttano proprio questo».

Il furto delle sei biciclette

Del resto, le modalità con cui sono state rubate sei biciclette assai costose si vede bene in un video che gli stessi titolari del negozio hanno reso pubblico. Un furgone, risultato rubato in un’azienda vicina a DottoBike, fa retromarcia sfondando la vetrina. Un uomo scende, entra e porta via le biciclette. «Hanno creato una rampa con alcune macerie per arrivare all’altezza della base del vetro – aggiunge il marito della titolare – poi, a retromarcia l’hanno buttato giù».

Solo che qualcosa dev’essere andato storto. «Il furgone è rimasto incastrato e non sono riusciti a scappare con quel mezzo – racconta ancora Stefano Farioli –. Probabilmente ne avevano un altro con cui sono fuggiti prima dell’arrivo delle forze dell’ordine».

Quando la vetrata è stata abbattuta, è subito scattato l’allarme collegato con un’agenzia di vigilanza. Ad allertare i carabinieri ci hanno pensato anche i vicini, svegliati dalla sirena in piena notte. I militari dell’Arma sono arrivati in via Francesca Nord in poco tempo. Ma dei ladri non c’erano più tracce.

Fatalmente le ricerche del comando di San Miniato ruoteranno attorno a eventuali elementi lasciati dalla banda all’interno e all’esterno dell’attività commerciale, oltre all’immancabile visione dei filmati registrati dalle telecamere della zona, sperando d’individuare una strada da seguire per risalire agli autori della spaccata.

«Di solito questi colpi – sottolinea Farioli – sono messi a segno da professionisti perché le biciclette di valore come le nostre vengono poi vendute al mercato nero internazionale di questo settore». 


 

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