Gioco
La scalata di Alberto e Cristina, i fratelli del tartufo: aprono l'azienda e poi un locale a Peccioli
Si chiama “D’Amarti” la schiacciateria nel Borgo dei Borghi: propone ai clienti taglieri e schiacciate gourmet
PECCIOLI. «O lo faccio con te, o non lo faccio più». È il 2020 e Alberto Prete ha poco più di 20 anni. Pronuncia queste parole guardando negli occhi la sorella Cristina. Lei non ci pensa un secondo: «Ok, facciamolo». È l’inizio di una favola. Una favola al delizioso sapore di tartufo. L’ultimo capitolo di questa storia si è consumato venerdì 14 giugno nel borgo di Peccioli, con il taglio del nastro di “D’Amarti”, una schiacciateria gourmet in corso Matteotti: taglieri e delizie a base di tartufo. Il tartufo dei fratelli Prete. Alberto e Cristina sono una forza della natura. Sognano in grande consapevoli di ciò che sono già riusciti a fare, ma con l’umiltà di chi sa che l’importante è procedere passo dopo passo. Sempre insieme, naturalmente. Fianco a fianco. Con l’aiuto dei genitori, Antonio e Martina, anche loro protagonisti di questa storia fatta di coraggio e soddisfazioni.
L’inizio
L’avventura imprenditoriale dei fratelli Prete inizia addirittura nel 2019, quando Alberto – il più piccolo dei due – finisce gli studi alle scuole superiori e decide di dedicarsi alla grande passione “assorbita” dal padre: i tartufi. «Andava in bosco – racconta Cristina Prete – e poi si recava al mercato a Firenze a vendere ciò che aveva trovato». A 19 anni Alberto apre la Partita Iva, assolda altri cavatori e mette in piedi la sua prima, piccola azienda. «Vedevo la dedizione totale che metteva nel lavoro – racconta Cristina – ed ero davvero felice che avesse trovato la sua strada».Poi, però, Alberto decide di alzare l’asticella. Ed è in questo momento che arriva la proposta alla sorella.
La svolta
Negli ultimi giorni del 2020 Alberto Prete confessa il suo sogno a Cristina: «Voglio aprire un laboratorio dove lavoriamo i nostri tartufi. O lo faccio con te, o non lo faccio più». Lei è laureata e lavora nel reparto amministrazione di un’azienda, ma in un attimo molla tutto e fa squadra col fratello. «Mi ha spiegato il progetto con una determinazione negli occhi – racconta Cristina Prete – che non potevo dirgli di no. E infatti ho accettato e ci siamo messi subito al lavoro, con uno sforzo enorme». La ricerca di uno spazio, le pratiche burocratiche, fino all’apertura della società. Il 26 marzo 2021 nasce la Tartufi Prete. La sede è un capannone nel comune di Capannoli dove tutt’oggi nascono le delizie di Alberto e Cristina.
I prodotti
Tartufi Prete lavora esclusivamente il tartufo bianco, il più pregiato in assoluto. «E la materia prima – spiega Alberto – arriva tutta dalle nostre zone. Ogni tartufo proviene da boschi che distano al massimo 15-20 chilometri dalla sede di Capannoli. Burro al tartufo bianco, miele, olio e una crema con parmigiano, tartufo bianco e anacardi, oltre a un’altra con funghi e tartufo bianco. «Abbiamo scelto di limitare la produzione a poche proposte per curare ognuna di queste con la massima attenzione, come se ogni porzione venisse preparata per un amico o un parente», racconta Cristina. Ai fornelli c’è mamma Martina, mentre babbo Antonio continua a dare una mano ad Alberto nella ricerca dei tartufi. I vasetti che contengono i gioielli della Tartufi Prete sono studiati seguendo alcune precise linee di marketing, partendo dalla massima trasparenza verso i clienti. «Non abbiamo segreti e vogliamo farlo capire alla gente attraverso i nostri vasetti – prosegue Cristina – che sono totalmente trasparenti così che si possa vedere bene il prodotto all’interno».
Turisti e appassionati
Nella sede della Tartufi Prete a Capannoli, oltre al laboratorio, c’è anche un’elegante sala che viene utilizzata per le degustazioni. «Contattandoci – dice Alberto Prete – è possibile organizzare una giornata interamente all’insegna del tartufo. Prima la caccia in bosco con i nostri cani addestrati, poi il pranzo con i tartufi trovati. Un’esperienza a 360 gradi che abbiamo deciso di mettere a disposizione di turisti e appassionati».
L’ultima scommessa
La prima fattura della Tartufi Prete porta la data del 30 maggio 2022. A distanza di due anni ecco un’altra novità. Il locale nel cuore di Peccioli ha portato anche all’assunzione di due dipendenti. E non è finita qui. «Al termine della stagione estiva – fanno sapere i fratelli Prete – daremo vita alla seconda fase del nostro progetto, che prevede un tipo di servizio più strutturato per la stagione invernale, quando dalla nostra cucina vorremmo far uscire non solo schiacciate e taglieri, ma anche piatti elaborati, sempre a base di tartufo. Il nostro sogno è appena iniziato. E non vogliamo fermarci».
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