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Pontedera, chiudono due negozi del centro. Mauro Pinori: «Tra i nostri clienti anche la famiglia Piaggio»

di Sabrina Chiellini e Paola Silvi

	Marusca Ciardelli e Samanta Bagnoli (a destra), di lato la vetrina di Castellani
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Marusca Ciardelli e Samanta Bagnoli (a destra), di lato la vetrina di Castellani

La città perde una attività di tradizione aperta nel 1961: chi prenderà il suo posto. Dopo dieci anni saluta anche un negozio di abbigliamento

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PONTEDERA. Prima dell’estate dal centro di Pontedera scomparirà l’insegna di un altro negozio che ha fatto la storia del commercio nella città della Vespa e si trova in via Roma. Il classico negozio di famiglia che non ha ricambio generazionale. “Castellani Lidia” di Mauro Pinori, conosciuto in tutta la Toscana, per la vendita al dettaglio di tessuti per l’abbigliamento, l’arredamento e di biancheria per la casa ha iniziato il “fuori tutto”, la svendita totale con sconti fino al 70%. A fondare l’attività è stata la madre di Pinori, che ha dato il nome anche all’azienda, nel lontano 1961. Praticamente una vita fa. «Mia madre aveva iniziato con un negozio di cappelli anche quello storico – racconta Pinori – poi dal 1961 aveva aperto l’azienda di tessuti, di riferimento in questo settore. Nel 1978, quando già anche io avevo cominciato a lavorare con mia madre, abbiamo assunto come commessa Tiziana che è poi diventata mia moglie. Devo dire che se il negozio ha avuto successo è stato proprio grazie a loro, due donne che hanno sempre lavorato con grande passione». Mauro Pinori, 68 anni, ormai è in pensione. Il figlio ha deciso di fare un altro lavoro. Così, dopo tanti ripensamenti, è arrivata la decisione di chiudere. «Lo facciamo con dispiacere – aggiunge Pinori che, alcuni anni fa è scampato per miracolo da un attentato a Boston, durante una maratona – la svendita finirà il 25 maggio. Il fondo è nostro, poi vedremo se venderlo o affittarlo».

Tanti sono i ricordi e gli aneddoti che Pinori potrebbe raccontare. «Paola Antonelli, moglie di Enrico Piaggio – racconta – e sua figlia Antonella Bechi Piaggio sono state nostre clienti. Quando venivano a Pontedera e a Varramista, si vestivano anche con i nostri tessuti che portavano a Torino in sartorie di loro fiducia». Tante pagine di storia che restano orgoglio di Pontedera.

I dieci anni di Civico 99

Dopo dieci anni saluta il negozio di abbigliamento, accessori e scarpe per donna “Civico 99” in corso Matteotti. Una decisione di cui si parlava già a fine anno ma che poi sembrava tramontata. “Svendita totale per chiusura attività” si legge nei maxi cartelli affissi in vetrina.

«È stata una scelta tormentata. Mi dispiace moltissimo ma ormai il lavoro è cambiato, le modalità di vendita trasformate e l’offerta che ci è stata fatta era difficile da non accettare», dice la titolare Samanta Bagnoli. E la proposta a cui accenna, insieme alle motivazioni che l’hanno spinta a rinunciare al punto vendita, è quella arrivata da Tally Weijl, il marchio di moda giovane attualmente vicino a piazza Curtatone ma che vuole trasferirsi e traslocare proprio al posto di Civico 99.

«La svendita – aggiunge i dettagli Bagnoli – terminerà il 18 maggio. Quello sarà il momento di abbassare definitivamente la saracinesca ma fino ad allora continuerò ad accogliere i miei clienti». È proprio a loro che pensa, con nostalgia e gratitudine, Samanta.

«Mi mancheranno. Da quando hanno saputo che lascio vengono in negozio e ricordiamo il passato trascorso insieme. Vorrei ringraziarli ad uno ad uno perché con tanti di loro si sono creati dei legami speciali, di affetto e di amicizia», aggiunge la titolare del negozio. E non è un caso che molti clienti abbiano seguito il negozio sin dalle origini. Da quando si chiamava Civico 25 ed era in piazza Cavour. «Ma prima ancora – specifica la titolare – avevo un’attività a Cascina anche se il debutto vero e proprio in questo settore è stato con un negozio che ho inaugurato nel 2009 in Sardegna. Per un po’di tempo ho tenuto entrambi i punti vendita, quello pontederese e quello sardo, aperti in contemporanea. Poi ho chiuso Civico 49 in Sardegna nel 2019 e mi sono concentrata su quello in città». Un’avventura che Samanta, precedentemente impiegata nella ditta di famiglia, ha voluto e cercato con coraggio e passione. «Facevo tutto un altro lavoro ma avere un negozio era il mio sogno. Ecco perché sono così triste. Anche se – conclude – spero che questo sia un arrivederci e di poter continuare nel settore, magari a settembre. Intanto abbraccio forte le mie dipendenti Michela Casini e Marusca Ciardelli con le quali ho condiviso felicità ma anche fatiche. Sono state sempre al mio fianco. A entrambe devo davvero molto».

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