Il Tirreno

Pontedera

La pellicola

Peccioli sbarca al cinema: un film ambientato nel Borgo dei Borghi 2024

di Sabrina Chiellini e Silvia Volpi
Alcune immagini tratte dal film
Alcune immagini tratte dal film

Sul grande schermo la storia girata nel paese dell’alta Valdera che affronta i pregiudizi dopo il carcere: l’anteprima nel carcere di Volterra con il dibattito tra i detenuti e la sera al Cineplex

03 aprile 2024
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VOLTERRA. Prima la proiezione nel carcere di Volterra e subito dopo l’anteprima al Cineplex di Pontedera, riservata ai cittadini di Peccioli. Dopo il successo nel contest “Il Borgo dei Borghi” la comunità pecciolese è di nuovo sotto i riflettori con il film “La seconda vita”, ambientato nei luoghi simbolo di Peccioli, il centro storico con il campanile di San Verano e la discarica di Legoli. Mostrare un film prima che nei cinema nelle carceri, ai detenuti che possono trovare affinità e ispirazione in una storia che parla della difficoltà di tornare a una vita normale dopo aver scontato una pena, è il modello innovativo che la casa di distribuzione milanese Lo Scrittoio sta sperimentando con “La seconda vita”, il film di Vito Palmieri in uscita nelle sale domani, che è già stato proiettato nel carcere di Bollate e a Volterra, tappe di un tour più ampio che vuole essere un esperimento sociale tra i penitenziari per proporre a chi si trova recluso una storia nella quale ciascuno può sentirsi coinvolto.

La proiezione

Il Tirreno era presente alla proiezione di martedì 2 aprile a Volterra, insieme al sindaco di Peccioli, Renzo Macelloni, alla vicesindaca Anna Dainelli e ad alcune amministratori del piccolo centro della Valdera, Giacomo Santi, sindaco di Volterra, la direttrice del carcere, Valentina Bruno, gli attori, il regista e la produzione del film oltre ad alcuni detenuti che hanno partecipato al film. È una storia d’amore, quella ambientata a Peccioli. Qui i protagonisti, Antonio e Anna, si scambiano il primo bacio, il primo caffè insieme al bar La Terrazza. E poi la biblioteca, la via delle Serre, l’anfiteatro Fonte Mazzola, il campanile del Bellincioni. C’è una grande campana, che scandisce i tempi della vita di ogni comunità. Ma ci sono anche alcune scene girate nella discarica di Peccioli. Anna, interpretata da Marianna Fontana, ha poco più di 30 anni, gli occhi scuri e inquieti mentre si aggira un po’spaesata nel paese di provincia dove ha deciso di trasferirsi per cambiare vita come bibliotecaria. Nessuno sa che alle sue spalle ci sono otto anni di carcere per un reato commesso da adolescente per cui lei ha già pagato, ma il passato la insegue sempre come un’ombra specie nei giudizi della gente.

Il romanzo

Il film è tratto dal romanzo del drammaturgo Michele Santeramo che collabora alla sceneggiatura e che lo ha scritto per Peccioli. Lavoro che è stato presentato alla Biennale di Venezia, l’inizio di un percorso arrivato al cinema. «Il film – spiega il regista Vito Palmieri – nasce dopo un percorso di lezioni di cinema nel carcere di Bologna da cui sono nate diverse idee di cortometraggi, e racconta un percorso di riconciliazione, con la società, con gli altri e soprattutto con sé stessi». Palmieri ha scelto infatti di disseminare il racconto di flashback che svelano il terribile passato di Anna e insieme punteggiano il senso di smarrimento che la protagonista sta vivendo e cercando di superare, cercando di recuperare anche il rapporto con la madre. “La seconda vita” crea un “ponte” tra chi sta dentro un carcere e chi sta fuori, affrontando il tema del reintegro sociale dopo un’esperienza di detenzione, anche per questo è stato realizzato con il coinvolgimento della Casa Circondariale Dozza – Rocco d’Amato di Bologna e della Casa di Reclusione di Volterra. «Questo ha permesso l’inclusione di persone in stato detentivo e di mediatori penali nella lavorazione dell’opera e quindi nella sua diffusione, per promuovere la giustizia riparativa come visione alternativa e complementare a sostenere una vera ed efficace inclusione sociale» è stato spiegato durante il dibattito al termine della proiezione, chiusa da un lungo applauso e grande emozione. «Questo film fa parte di un progetto più ampio, iniziato da alcuni anni con il romanzo di Santeramo, già adattato per uno spettacolo teatrale e che si conferma come una vera e propria opera d’arte in grado di stupire» ha aggiunto il sindaco Macelloni, intervenuto anche alla presentazione al cinema multisala di Pontedera. Commossa dall’accoglienza degli spettatori Marianna Fontana. «Dietro alla protagonista Anna – spiega – c’è un lungo lavoro di preparazione, con una criminologa»
Le riprese
“La seconda vita” è stato girato tra Toscana ed Emilia-Romagna: a Bologna, a Rimini e in particolar modo a Peccioli, che sta vivendo, a modo suo, una seconda vita grazie a una visione innovativa nel connubio tra creatività e sostenibilità. L’obiettivo del regista si sofferma sulle “Presenze”, gigantesche statue sulle colline che dialogano metaforicamente con la storia vissuta dalla protagonista. Il film, oltre alla fotografia del pluripremiato Michele D’Attanasio (vincitore del David di Donatello con Freaks Out, Veloce come il vento, Zinanà) , vede coinvolti Lorenzo Esposito Fornasari alle musiche, Corrado Iuvara al montaggio, le sorelle Francesca e Roberta Vecchi ai costumi e l’esordio nel lungometraggio di Ilenia Burtoli alle scene. La colonna sonora è arricchita della collaborazione autoriale tra Lorenzo Esposito Fornasari e Cristina Donà sulla canzone originale La Vela. «Il nostro è il cinema del reale – spiega la produttrice del film Chiara Galloni di Articolture – Con “La seconda vita” abbiamo condotto un’esperienza di inclusione vera, mettendo sul set attori, comparse e detenuti lasciando che la logica di permeabilità consentisse di tenere aperte tutte le porte, con relazioni del carcere e quelle della vita che scorre al di fuori».l

Sabrina Chiellini e Silvia Volpi

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