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Pontedera, nuova dialisi all’ospedale: slitta l’apertura, ecco cosa sta succedendo
Altro intoppo sul cantiere a causa dei rincari post pandemia. Incontro dei primari con l’assessore regionale Simone Bezzini
PONTEDERA. Programmazione e lavoro in rete. Sono due obiettivi della sanità toscana che, nel suo piccolo, l’ospedale Lotti di Pontedera ha fatto propri da tempo, pur con tutte le difficoltà dovute anche alla situazione generale. Lo dicono i riconoscimenti ottenuti l’anno scorso, oltre al lavoro svolto durante la pandemia. Visti i risultati e le richieste arrivate dai primari dei vari reparti e dopo le osservazioni del Nursind, il sindacato degli infermieri, che ha segnalato le grandi carenze negli organici del presidio ospedaliero, al Lotti sono arrivati la direttrice generale dell’Asl Toscana Nord ovest, Maria Letizia Casani e l’assessore regionale alla sanità Simone Bezzini. Un’occasione per visitare i cantieri in corso e per un nuovo momento di confronto con il direttore del presidio, Luca Nardi e i responsabili dei vari reparti.
I cantieri
E tra le prime difficoltà segnalate non potevano che esserci, per ragioni oggettive, quelle collegate alla presenza dei cantieri. A cominciare dai lavori per la costruzione della nuova dialisi che sembrano non finire mai. Tanto che l’inaugurazione potrebbe slittare di quattro mesi. In questi giorni sono in corso incontri con l’impresa appaltatrice che è in ritardo con la consegna del reparto e per questo rischia l’applicazione delle penali previste dal contratto. In questi anni non sono mancate le difficoltà. Rispetto all’appalto iniziale, che è del 2017, i prezzi dei materiali edili hanno subito pesanti rincari per svariati motivi. L’Estar ha proceduto a rivedere il bando ma potrebbe non essere sufficiente. Così a margine dell’incontro con l’assessore regionale, la direttrice generale dell’Asl ha confermato che l’inaugurazione del nuovo reparto potrebbe slittare di altri quattro mesi. Gli uffici amministrativi e il direttore sanitario del Lotti sono al lavoro per risolvere il nuovo intoppo e per evitare ai pazienti di trascorrere un altro inverno nei container. A proposito di moduli: altri ne sono stati installati per arrivare alla demolizione del padiglione F per fare posto al nuovo pronto soccorso.
Le parole dell’assessore regionale
«I dati di attività dell’ospedale Lotti sono molto incoraggianti – ha sottolineato l’assessore alla sanità Bezzini durante la visita a Pontedera – nonostante anche qui, come ormai in tutta la Toscana e, più in generale, in tutto il Paese, la carenza di personale medico sta mettendo a dura prova il sistema». La capacità di fare squadra aiuta a fare la differenza: «Pontedera ha una performance medio alta certificata anche dalla Scuola Superiore Sant’Anna. Certamente risultati del genere sono il frutto di impegno costante e, soprattutto, della collaborazione tra le diverse discipline e figure professionali». Gli operatori sanitari hanno colto l’occasione per esprimere le loro opinioni. Al centro del dibattito, come era prevedibile, la carenza di medici dovuta al numero esiguo di specializzati che escono dalle Università e alla fuga dal sistema sanitario pubblico e la mancanza di infermieri. Eppure tanti medici del Lotti si rendono disponibili a lavorare anche nelle sedi che sono in gravi difficoltà di personale. «Il problema della carenza di personale, specialmente nelle zone più periferiche, è serio e ne siamo ben coscienti – ha ribadito Bezzini – per questo stiamo mettendo in atto una serie di accorgimenti che ci dovrebbero permettere di coprire il turnover. Inoltre, stiamo attivando percorsi di formazione e di reclutamento per le aree periferiche sperimentando percorsi dedicati per le realtà più lontane dai grandi centri urbani. Un’altra importante azione per coprire alcune zone carenti che dovrebbe portare buoni risultati è il nuovo accordo con la medicina generale che dovrebbe prevedere incentivi per incoraggiare la presenza dei medici di famiglia nelle aree più in difficoltà».
Crescita
«A Pontedera si registrano volumi di attività in continua crescita sia in qualità, sia in quantità – ha affermato Maria Letizia Casani – questo perché c’è un clima positivo di collaborazione, la voglia di fare squadra e una grande capacità di affrontare le difficoltà con spirito costruttivo». Un dato sulle risorse destinate a sanità e ospedali. «Purtroppo nel nostro Paese la spesa sanitaria sta scivolando verso il 6% del Pil contro una media europea del 7, 5%, ci auguriamo che anche il nostro Governo faccia uno sforzo per allinearsi» hanno aggiunto l’assessore e la direttrice dell’Asl.
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