Il Tirreno

Pontedera

Violenza domestica

Il padre minaccia la moglie e il figlio maggiore, il fratellino di 8 anni chiama il numero dell’emergenza e li salva

di Sabrina Chiellini
L'ingresso dell’ospedale Lotti di Pontedera
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L'ingresso dell’ospedale Lotti di Pontedera

Il piccolo ha attivato i soccorsi durante una violenta lite in famiglia. Succede in provincia di Pisa

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PONTEDERA. Per mettere fine all’ennesima lite in famiglia, il padre che minacciava la moglie dopo avere avuto una violenta discussione con il figlio maggiore, a soli 8 anni ha composto il numero dell’emergenza e ha chiesto aiuto. La forza di un bambino che, ancora una volta, cerca di mettere in salvo la madre e il fratello dalla violenza domestica. Siamo in un centro della provincia, una coppia come tante è in fase di separazione. Costretta dalle circostanze e dalla situazione economica – c’è un solo stipendio in famiglia – a dividere la stessa casa. Le cose non vanno, è tutto complicato. A fare scoppiare la scintilla non ci vuole molto e può succedere in ogni momento.
La lite
L’altra sera è successo di nuovo. Non riveliamo i particolari della storia per non rendere riconoscibili i protagonisti, a tutela della donna e dei figli minori. Il padre ha litigato con il figlio più grande, costringendo la moglie ad intervenire per evitare che la situazione precipitasse. Le sue parole non lo avrebbero calmato, tanto che l’uomo se l’è presa anche con lei, che subito dopo è stata colta da un malore. L’avrebbe minacciata e strattonata, fino a quando non è crollata, priva di forze. Il bambino non si è dato per vinto: ha fatto in modo che la mamma non subisse altro male e potesse essere soccorsa. Ha telefonato al numero dell’emergenza. All’arrivo del 118 e delle forze dell’ordine ha chiesto di poter salire con lei sull’ambulanza. E una volta arrivati all’ospedale, l’ha tenuta per mano per darle coraggio.

Proteggere la mamma

Per chi ha visto la scena è stato come ricevere un pugno nello stomaco. Lui, così piccolo e così grande al tempo stesso, voleva proteggere la sua mamma. E prima ancora ha chiesto rassicurazioni sulle condizioni del fratello rimasto a casa con il padre e i carabinieri. Per la donna, dopo le prime cure al pronto soccorso di Pontedera, si è aperto il percorso protetto, previsto nei casi di violenza di genere e in famiglia. Lei ancora una volta chiede aiuto dopo avere già presentato una prima denuncia. L’intento di chi segnala il fatto è quella di accendere un faro su questa storia. Nella speranza che non si perda tempo. E che la donna e i figli possano essere messi in sicurezza al più presto. Una vicenda di infanzia rubata che va oltre i problemi familiari con tutte le conseguenze emotive che può lasciare. «Nonostante la tenera età, ci hai fatto diventare tutti più piccoli – sono le parole di una persona che ha assistito ai soccorsi – rimarrai per sempre tra i ricordi più vivi, dentro il mio cuore, questo mondo ha bisogno di giganti come te, io ho bisogno di credere che ci sia speranza. Un gigante».
Cosa fare in caso di situazioni a rischio
Quando ci sono situazioni a rischio è importante non perdere tempo, denunciare e chiedere aiuto.
Anche in Toscana ci sono vari modi per chiedere aiuto. Si può contattare il 1522: numero gratuito di pubblica utilità antiviolenza e stalking. Il numero è collegato alla rete dei centri antiviolenza e alle altre strutture per il contrasto alla violenza di genere presenti sul territorio. Qui verranno date informazioni sul centro antiviolenza più vicino al domicilio della persona che chiama. Il numero è attivo 24 ore su 24 tutti i giorni dell’anno ed è accessibile gratuitamente, sia da rete fissa che mobile, con un’accoglienza disponibile nelle lingue italiano, inglese, francese, spagnolo e arabo.
È possibile scaricare l’app gratuita Youpol della polizia di stato attraverso la quale è possibile segnalare i reati di violenza. Le segnalazioni inviate alla polizia di stato sono automaticamente geo-referenziate. Tutte le segnalazioni, inviabili anche in forma anonima, vengono ricevute dalla sala operativa della Questura competente per il territorio. Per chi non vuole registrarsi fornendo i propri dati, è prevista la possibilità di fare segnalazioni in forma anonima.
Se una persona dovesse accedere in pronto soccorso, oltre al codice rosa, saranno attivati i percorsi legati alla sua situazione clinica. Il codice rosa è un percorso di accesso al pronto soccorso riservato a tutte le vittime di violenza, in particolare donne, bambini e persone discriminate. In situazioni di rischio il consiglio è sempre quello di chiamare le forze dell’ordine al numero 112. Il riferimento per la violenza su bambini e adolescenti è il 114 contattabile telefonicamente e anche via chat.

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