Gioco
L’idea: «Si cambi nome all’uscita della Fi-Pi-Li di Santa Croce sull'Arno, è San Miniato Ovest»
La lista civica “Vita Nova”: lo svincolo è sul territorio di San Miniato
SAN MINIATO. Il campanile (spinto da motivi legati all’economia) irrompe nella campagna elettorale sanminiatese, già caratterizzata da toni aspri e contrapposizioni forti. E lo fa tirando in ballo la Fi-Pi-Li.
Stavolta le condizioni (a dir poco complicate) della superstrada c’entrano, ma non sono le protagoniste principali, anche perché l’arteria delle polemiche è di proprietà della Regione Toscana ed è gestita dalla Città Metropolitana di Firenze. In questo caso si tratta prima di tutto di una questione di toponomastica, relativa allo svincolo di Santa Croce sull’Arno. Che, in realtà, ricade nel territorio comunale di San Miniato.
Una contraddizione che non va giù alla lista civica “Vita Nova”, guidata dal candidato sindaco Lucio Gussetti, deciso a puntare – partendo anche da un aspetto che potrebbe sembrare secondario – sull’identità sanminiatese: «Il nostro Comune – scrive la lista vanta uno dei comparti produttivi più importanti della Toscana, il comparto conciario. Comparto che ha sede a Ponte a Egola da sempre e che da sempre caratterizza e anima la vita del paese. Il comparto è in competizione con quello limitrofo di Santa Croce sull’Arno». Fatta la premessa, “Vita Nova” arriva al nocciolo della questione: «Da trent’anni il Partito Democratico che amministra questo comune accetta che l’uscita della Fi-Pi-Li integralmente inserita nel comune di San Miniato e essenziale per il trasporto e per la comunicazione della zona industriale di San Miniato sia indicata come “Santa Croce sull’Arno”. Cosicché i clienti dei nostri industriali sono sempre indirizzati al comune competitore. La superstrada è percorsa in entrambi i sensi ogni giorno da più di 50.000 veicoli e il nostro comune risulta avere una sola uscita quando effettivamente le uscite sono due».
Secondo la lista di Gussetti, «questa anomalia va corretta immediatamente: ci deve essere l’uscita di San Miniato Ovest, assortita eventualmente da informazioni riguardanti gli altri luoghi. Esattamente come accade in ogni autostrada e superstrada sul territorio nazionale».
Ovviamente non basta cambiare il nome allo svincolo. Servono anche quegli interventi invocati e attesi da decenni: «Il cambiamento di denominazione va d’urgenza complementato con una seria riqualificazione dell’area di uscita, sia da un punto vista paesaggistico che per quanto riguarda l’illuminazione. I nostri imprenditori non devono più vergognarsi, davanti ai loro clienti nazionali e stranieri, delle condizioni disastrose in cui versa il contorno delle loro imprese».
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