Toscana
Pontedera, aggredito davanti all’ospedale da un paziente psichiatrico in fuga: «Sbattuto sul cofano, mi ha puntato un cacciavite»
Il racconto choc di quanto accaduto in un parcheggio in via Della Bianca, a pochi metri dal Lotti
PONTEDERA. Si sente male, va al pronto soccorso. Parcheggia in via Della Bianca, a pochi metri dalle sbarre che si trovano all’ingresso riservato alle ambulanze all’ospedale Lotti. Scende e non ha neanche il tempo di chiudere l’auto: viene subito afferrato con la forza e sbattuto sul cofano della macchina da uno sconosciuto, che lo minaccia puntandogli qualcosa contro, probabilmente un cacciavite. Poi arriva di corsa un amico dell’aggressore. Volano botte tra loro due, finché l’esagitato scappa via. Per poi far ritorno al pronto soccorso, da dove era "fuggito" poco prima. Un incubo vissuto intorno alle 20 di giovedì sera, da un ventenne, che ha deciso di telefonare alla redazione del Tirreno per raccontare l’episodio, «con la speranza - dice - che vengano rafforzati i controlli in quella zona. Perché poteva finire veramente male».
L’incubo
Il giovane riavvolge il nastro di una serata decisamente da dimenticare. «Stavo andando al pronto soccorso, non stavo bene e avevo bisogno di aiuto. Ero in macchina da solo e sono arrivato fino praticamente alle sbarre di ingresso. Quando sono sceso è arrivato quest’uomo, probabilmente senegalese o nigeriano, che mi ha spinto sul cofano, mi ha messo una mano sull’addome e mi ha puntato qualcosa di appuntito, forse un cacciavite. Non ho avuto neanche il tempo di capire bene: ero confuso e impaurito. So soltanto che non l’avevo mai visto».
L’amico
«Subito dopo è arrivata una persona che - come ho avuto modo di capire in seguito - era con lui al pronto soccorso. Ha cercato di fermarlo». Ma non ci è riuscito, almeno in un primo momento. «L’aggressore è salito sulla mia macchina, ha aperto lo sportello del passeggero e diceva al suo amico di salire. Lui si è rifiutato. Avevo io le chiavi, gli ho fatto cenno che senza quelle non sarebbe andato da nessuna parte e allora è sceso. Non ho avuto la forza di fare altro, stavo veramente male». Ma non è finita lì: «Il suo amico cercava di calmarlo, lui l’ha preso a pugni, poi è scappato».
Escandescenza
A quel punto il ventenne è riuscito a raggiungere il pronto soccorso e nel frattempo ha chiamato i carabinieri. «Da quel che ho capito parlando anche con il personale sanitario, si trattava di una persona con problemi psichici, che già da qualche ora aveva creato problemi all’interno della struttura. Dopo un po’ è tornato, sempre insieme al suo amico, che si è scusato e mi ha detto che si tratta di una persona con problemi psichiatrici, che si rifiuta di fare la terapia». Mentre il ventenne veniva sottoposto a una serie di accertamenti, che per fortuna hanno escluso problemi seri, il suo aggressore è stato trasferito nel reparto di psichiatria dell’ospedale Santa Chiara di Pisa. Nel frattempo al Lotti è arrivata una pattuglia dei carabinieri, che ha raccolto la testimonianza della vittima: «Ho raccontato come sono andate le cose. Ho novanta giorni di tempo per formalizzare la denuncia. Ci rifletterò visto che si tratta di un uomo in difficoltà, che è stato ricoverato per questo».
La paura
Al giovane resta comunque l’amarezza per essersi ritrovato in una situazione di pericolo proprio a due passi da un ospedale, oltretutto in un momento in cui non si sentiva bene: «Mi sono spaventato, anche perché mi sarebbe potuto succedere di tutto. E penso anche al fatto che nella mia situazione ci si poteva ritrovare per esempio, mia moglie incinta. Come sarebbe andata a finire? Spero che, anche in seguito a questo episodio, l’area venga maggiormente presidiata dalle forze dell’ordine. Ed è per questo - conclude - che ho voluto raccontare l’episodio»
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