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Pontedera: nuova sede per Telefono Charlie, la fondazione che salva i bambini dalla violenza
È nelle ex scuderie di villa Crastan. Il presidente Migliarini: «Siamo pronti a crescere»
PONTEDERA. «Vorrei non vederlo più. Ha degli scatti d'ira tremendi». «I miei genitori non mi capiscono mai. Preferisco chiudermi in camera ad ascoltare la musica». È una cascata di voci e di messaggi quella che arriva al Telefono Charlie e che si sente in loop nella stanza al secondo piano. Al primo invece ci sono locali per riunioni e postazioni pronte per gli operatori volontari. Un'immersione nelle frasi, nelle difficoltà e nei malesseri che dilagano tra coloro che compongono il numero amico. Anche per sostenere loro ma soprattutto la crescita di un servizio, nato in città nel 1990, di ascolto anonimo, riservato e gratuito, all'insegna della rivoluzione digitale che sta vivendo, è stata inaugurata nella mattina di sabato 2 marzo, nell'ex scuderie di Villa Crastan la nuova sede della Fondazione.
Il presidente
«Siamo felici – dice il presidente della Fondazione Angelo Migliarini - è un giorno che aspettavamo da tempo. Grazie al Comune di Pontedera, alla Fondazione Pisa, alla Fondazione Il cuore si scioglie di Unicoop Firenze, all'impresa Forti per aver reso possibile questo recupero straordinario, lanciando una nuova promettente stagione per Charlie, a partire dall'apertura di questa sede ai gruppi di autoaiuto, come quello sugli hikikomori. Istituiremo poi un premio teatrale rivolto ai giovani e alle scuole e avvieremo tante altre attività». Sarà questo luogo del cuore per tanti pontederesi, completamente ristrutturato e riqualificato, ad accogliere la versione 2.0 di Charlie. Perché questo trasferimento e il cambiamento da un luogo chiuso a uno spazio per tutta la cittadinanza asseconda e incentiva la svolta della digitalizzazione. Con questo sistema gli operatori, che attualmente sono una trentina, potranno rispondere alle telefonate direttamente da casa propria, «consentendoci – aggiunge Migliarini – non solo di incrementare in tutta Italia il servizio e di coprire più turni telefonici ma di collaborare con più volontari, inserendo persone che hanno fatto richiesta ma che abitano a Torino, Milano, Napoli».
I numeri
Partendo però già da numeri straordinari. Nell'ultimo anno sono stati oltre 30mila i contatti ricevuti da Charlie, 1300 le conversazioni portate a termine. Il sito conta quasi 100 visite al giorno e le chat registrano più di 100 scambi di messaggi a settimana. «La nuova sede – conferma il sindaco Matteo Franconi – è testimonianza di un ottimo lavoro di sinergia del territorio a supporto di questa realtà, la cui storia è una storia di donne e uomini a servizio della collettività. Questo telefono ha salvato vite e dato sostegno a tanti, con un volontariato silenzioso, lontano dai riflettori, ma fondamentale». E l'appello è rivolto a chiunque abbia un po' di tempo da dedicare. «Saluto con soddisfazione – conclude il presidente della Fondazione Pisa Stefano Del Corso - il completamento della nuova sede operativa della Fondazione Charlie, che gestisce un servizio di utilità sociale rivolto ai giovani». Un restyling che la Fondazione, costituita dai comuni di Pontedera e Peccioli, dalla Provincia di Pisa, dalla cooperativa Sociale Arnera, Geofor e Belvedere, con il patrocinio del Ministero della Salute, della Regione Toscana e della Presidenza del Consiglio dei Ministri mette in campo guardando al futuro.
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