Il Tirreno

Pontedera

Sostegno alle famiglie

Peccioli-Lajatico, senza fusione salta il bonus nidi: niente gratuità per 15 famiglie

di Paola Silvi
Un seggio per il referendum che si è svolto a dicembre
◗
Un seggio per il referendum che si è svolto a dicembre

Il sindaco Barbafieri: «Il contributo era vincolato, troveremo una soluzione»

3 MINUTI DI LETTURA





LAJATICO. Niente fusione tra Peccioli e Lajatico, niente gratuità dei nidi d’infanzia per le famiglie. È questo in sintesi il contenuto del messaggio che l’ufficio scolastico del Comune di Lajatico sta inviando ai genitori dei bambini tra tre e 36 mesi che avrebbero potuto beneficiare di questo bonus introdotto dalla Regione. Ma non tutto è perduto. Perché nonostante il contributo regionale sia stato revocato in quanto legato alla forma associata del servizio condiviso dalle due amministrazioni che, dopo l’esito del referendum, è venuta a mancare, quella di Lajatico corre ai ripari. «Con la presente – continua infatti la comunicazione arrivata alle famiglie laiatichine, una quindicina in tutto quelle che ne avrebbero potuto usufruire – si informa che questo Comune manterrà le rette invariate e coprirà con risorse messe a disposizione dai vari Comuni di residenza la parte relativa al finanziamento regionale». Così i nuclei familiari destinatari della misura possono tirare un sospiro di sollievo. «Questo passaggio – conferma anche il sindaco Alessio Barbafieri – non comporterà nessun aggravio di costi per le famiglie perché sarà il Comune a coprire il contributo con risorse proprie. Vedremo come aderire il prossimo anno. Faremo una riunione in Regione fra un mese». Ma se il problema pare risolto e le difficoltà arginate, dal comitato “Lajatico non è fusione” sembrano assai meno convinti. «Abbiamo ricevuto diverse segnalazioni da parte delle famiglie – dicono – e legare il finanziamento regionale all’esito del referendum ci pare una stonatura. Non solo. Il fatto che sia il Comune a sobbarcarsi le spese significa che questo costo ricadrà sull’intera collettività. E siccome nessuna amministrazione pubblica naviga nell’oro vorrà dire che occorrerà fare delle scelte. La coperta insomma è corta e se si usano delle risorse per risolvere un aspetto ne mancheranno in qualche altro settore». E c’è di più. Il provvedimento che prevedeva la revoca dei contributi in caso di rinuncia all’ufficio associato risale a febbraio 2023. Scegliere di vincolare l’operatività dell’ufficio all’esito del referendum è stata una decisione politica presa da entrambi i Comuni in un momento successivo, consapevoli di quale sarebbe stata la conseguenza. «Sarebbe stato in effetti sufficiente – continuano dal comitato – confermare la gestione associata fino a luglio per consentire il mantenimento del bonus assegnato ed evitare il disagio o l’incertezza arrecata alle famiglie. Anche perché continuare ad avere un ufficio associato è cosa ben diversa dal costituire un Comune unico». In questo modo pure la Regione, che ha semplicemente applicato una disposizione del bando finanziato dal Fondo sociale europeo, è svincolata da ogni responsabilità. Così l’esito del referendum del 10 e 11 dicembre che ha portato alle urne i cittadini di Lajatico e Peccioli, chiamati a esprimersi sull’istituzione del Comune Alta Val Valdera, con il no che ha prevalso, continua a lasciar traccia. E dopo le discussioni che hanno anticipato e seguito il risultato finale se ne aprono altro che toccano settori diversi e servizi come quelli rivolti alla prima infanzia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore