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Logistica, 100 posti di lavoro nel maxi-polo di Perignano: chi investe e le ricadute economiche

di Francesco Turchi
Logistica, 100 posti di lavoro nel maxi-polo di Perignano: chi investe e le ricadute economiche

Al via la realizzazione di due enormi capannoni per magazzini e spedizioni

21 febbraio 2024
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CASCIANA TERME LARI. Cinquanta milioni di euro d’investimento. Almeno (ma la stima è al ribasso) 100 posti di lavoro, in un’area grande come dieci campi da calcio. Un’operazione destinata a cambiare volto alla zona industriale di Perignano, dove sono iniziati i lavori per la realizzazione di un maxi-polo della logistica. Nei prossimi mesi sorgeranno lungo via Sicilia due enormi capannoni, rispettivamente di 32mila e 21mila metri quadrati destinati a ospitare colossi del settore, che saranno “inquilini” del fondo d’investimento Cromwell, che ha il cuore in Australia e interessi in tre continenti (oltre all’Oceania, anche in Asia e, appunto, in Europa) .

Al di là delle ricadute occupazionali, che saranno notevoli per l’intera Valdera, l’operazione avrà un impatto importante anche nella riqualificazione della zona industriale e non solo, grazie ai 4,7 milioni di euro che Cromwell sborsa come oneri di urbanizzazione: 1, 2 milioni sono già finiti nelle casse del Comune di Casciana Terme Lari, che li utilizza per una serie di interventi su tutto il territorio; gli altri 3, 5 milioni saranno garantiti attraverso una serie di opere che cambieranno il volto dell’area perignanese, con il rifacimento di strade e marciapiedi, una nuova illuminazione e tanto verde pubblico e privato (funzionale anche all’assorbimento delle emissioni dovute al traffico), ma anche con la messa in sicurezza idraulica della zona con vasche e canali.

Restando sul fronte “green”, i capannoni saranno quasi completamente autonomi grazie ai pannelli fotovoltaici; previsto, inoltre, un sistema di recupero delle acque piovane.

«Sì, si tratta di una svolta per la zona industriale di Perignano». Il sindaco Mirko Terreni non nasconde la soddisfazione per l’avvio di un cantiere che – secondo gli obiettivi degli investitori – dovrebbe concludersi già entro la fine dell’anno. «Questa operazione – sottolinea il primo cittadino – ha risvegliato di conseguenza un interesse molto forte da parte degli imprenditori per quest’area».

La nascita del maxi-polo, insomma, porterà a Perignano anche altre aziende: è una specie di enorme spot per una zona che si trova in una posizione strategica, a ridosso dello svincolo ponsacchino della Fi-Pi-Li. Uno degli aspetti, quest’ultimo, che ha portato il fondo australiano – intercettato grazie a una rete di rapporti e contatti che va dai tecnici locali a un gruppo di imprenditori della zona del Cuoio – a puntare proprio su Perignano.

«Sono orgoglioso anche del lavoro fatto dai nostri uffici – sottolinea Terreni, che lascerà a giugno la poltrona di primo cittadino – . Gli investitori hanno presentato l’istanza completa a febbraio 2023 e quattro mesi dopo abbiamo rilasciato il permesso a costruire. Gli uffici comunali, ma anche il Genio Civile, hanno capito l’importanza di questa operazione e hanno lavorato sodo per garantire una tempistica da record. Questa è la dimostrazione che quando vuole la pubblica amministrazione sa essere efficiente e rapida». L’iter è stato veloce, al passo con le necessità e la tempistica di chi vuole fare un investimento di questa portata e che vuole farlo in tempi ristretti, senza finire – come troppo spesso accade – nelle sabbie mobili della burocrazia.

E Mirko Terreni sottolinea anche un altro aspetto, rivendicando le scelte fatte dalla sua amministrazione comunale: «Abbiamo dovuto lottare per mantenere questa previsione urbanistica, non è stato semplice. Ma siamo sempre stati convinti che questo doveva essere un pezzo di area industriale della Valdera».

Perché c’era chi, tra i proprietari dei terreni dove sorgerà il maxi-polo logistico (la superficie complessiva è di 80mila metri quadrati), premeva per trasformarli in agricoli: «La pianificazione urbanistica – conclude il primo cittadino – è determinante va fatta sulla base di una visione d’insieme del territorio, senza ascoltare la “pancia” e gli umori del momento, ma guardando in prospettiva».


 

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