Gioco
Fucecchio, Maria incontra “gli angeli” che l’hanno salvata dall’alluvione: «Abbiamo creato un cordone umano»
Parla la figlia dell’anziana che ha incontrato i suoi salvatori dell’Anc
FUCECCHIO. Alla fine si è concluso tutto con un abbraccio condiviso. Con un’emozione diffusa, fra persone che non si conoscevano ma che adesso sono legate. In guerra si parlerebbe di fratelli d’armi ma stavolta – visto il contesto – potremmo parlare di fratelli d’acqua. Tutti si ricordano cos’è accaduto lo scorso 2 novembre in Toscana, col maltempo che ha flagellato la Regione lasciando una scia di danni e di morti. A Fucecchio non sono state registrate vittime ma in certe zone per alcune decine di minuti c’è chi si è trovato a guardare una strada che diventava un fiume freddo e marrone che spazzava via tutto. In via Giordano, ad esempio, la signora Maria Merone se l’è vista brutta: quasi 77 anni e molti acciacchi che non le consentono di muoversi senza la sedia a rotelle, si trovava al piano terra quando dopo le 20 il rio di Fucecchio ha iniziato a fare la voce grossa, per poi straripare.
Grazie all’intervento dei volontari dell’Associazione nazionale carabinieri (sezione di Fucecchio) e insieme ai familiari e a persone del luogo, la donna venne messa in salvo, non senza qualche rischio. Oltre tre mesi dopo – nel giorno di San Valentino – Maria ha incontrato di nuovo i suoi angeli custodi dell’Anc: Salvatore Spitaleri, Luigi Campatelli e Sauro Mancini, oltre a una delegazione dell’Anc regionale e al sindaco Alessio Spinelli. È la figlia Federica Daddi a raccontare com’è stato questo giorno speciale: «Mamma era veramente emozionata e felice di rivederli, ma è stato bello anche vedere negli occhi di questi volontari la voglia di incontrarla. Mamma ha ringraziato loro per averla salvata e per questa visita tanto apprezzata».
Perché adesso si può gioire, ma quella sera fu molto complessa: «Quando abbiamo saputo che il rio avrebbe potuto superare l’argine – spiega la figlia – io e mio marito ci siamo diretti a casa, col pensiero di mettere mamma in salvo. Anche perché nel frattempo in via Giordano già scorreva una valanga d’acqua e noi abbiamo chiamato i soccorsi. Che dopo un po’ sono arrivati, rappresentati dai volontari dell’Anc. In strada ci passava davanti di tutto per cui era impensabile riuscire ad attraversare e portarla nella casa dell’amica che sta di fronte a un piano più alto; oltretutto anche la luce andò via, per cui ci trovavamo in casa con l’acqua fredda e sporca e al buio».
Un’ora dopo, Maria era salva: «Abbiamo aspettato che si calmasse un minimo la corrente e abbiamo creato un cordone per trasportare mamma dall’altra parte della strada: tutti ci reggevamo a vicenda, perché se qualcuno fosse caduto sarebbe stato un dramma. Mamma guidava i volontari, diceva loro dove c’erano scalini e marciapiedi». Si giunge così a mercoledì, con la visita speciale. «Qualche vicino – scherza la figlia – vedendo entrare carabinieri e sindaco in casa si è preoccupato. E invece è stato un bel momento di scambio di doni e soprattutto di condivisione. Voglio ringraziare tutte le persone che ci hanno aiutato: anche Francesca Vezzosi ed Emiliano Lazzeretti, oltre al sindaco Alessio Spinelli e a tutti gli altri, ci hanno dato una grossa mano. Ripensandoci è stato surreale: pensi che accada solo in tv o in qualche film al cinema ma poi ti ci trovi dentro in prima persona, col rischio di perdere qualcuno a te molto caro».
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