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Tutta Palaia scende in piazza per salvare la scuola: «È il futuro del nostro paese, non si tocca»

Tutta Palaia scende in piazza per salvare la scuola: «È il futuro del nostro paese, non si tocca»<br type="_moz" />

Pochi bimbi, a rischio la prima elementare. L'iniziativa contro l’accorpamento con Forcoli e i negozi abbassano le saracinesceh come gesto di solidarietà

11 febbraio 2024
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Palaia Saracinesche abbassate per solidarietà: anche i commercianti vogliono esserci. Insieme a mamme, babbi, nonni, zii, ma anche a compaesani che non sono direttamente coinvolti nelle vicende scolastiche. Tutti insieme, accanto al sindaco Marco Gherardini e al parroco don Holin D’Cruz, “Uniti per la nostra scuola”, come recita lo striscione che apre il corteo che attraversa il borgo.

Una passeggiata collettiva fino alla “Don Milani” per invocare l’attenzione delle istituzioni scolastiche. Palaia non vuole perdere la sua prima elementare. E invece il rischio è forte, perché gli iscritti sono appena 8 (il dato è provvisorio) . E a Forcoli sono 14. Di conseguenza l’ipotesi più probabile – al momento – è che a settembre venga formata una sola classe, nella frazione. Una prospettiva che ha scosso i palaiesi, consapevoli del ruolo sociale fondamentale svolto dal plesso. “La nostra scuola è il futuro del nostro paese”, è scritto a caratteri cubitali in uno dei cartelli che colorano il corteo sotto lo pioggia. E ancora, “Le piccole realtà non sono un costo ma una ricchezza”. Con una convinzione: “Le classi con numero ridotto di alunni non sono un costo ma un investimento”.

Ne sono convinti i cittadini, che hanno sottoscritto in centinaia la petizione inviata a tutte le istituzioni scolastiche, fino al ministro Giuseppe Valditara, per sottolineare che l’eventuale accorpamento, «in nome della razionalizzazione delle risorse, nella sua asetticità, incide significativamente nella vita delle persone. La chiusura di una classe porterà con sé, progressivamente, la scomparsa della scuola: queste scelte meramente numeriche, nel tempo, hanno letteralmente privato i piccoli borghi della loro anima pulsante». Una tesi condivisa dal sindaco, in testa al corteo con la fascia tricolore, per certificare che l’ente è al fianco dei cittadini nellasfida: «È una battaglia complicata, ma noi vogliamo fare tutto il possibile per dare un futuro alla nostra scuola a misura di bambino. Dobbiamo lottare tutti insieme, con forza, perché dalla scuola passa il futuro», scandisce il sindaco davanti all’ingresso della “Don Milani”. Dove arriva anche l’assessora regionale Alessandra Nardini. Che a sua volta garantisce il pieno sostegno all’iniziativa dei palaiesi: «La formazione delle classi non è di nostra competenza, ma noi condividiamo pienamente tutto ciò che leggo nei vostri cartelli – ha detto rivolgendosi ai genitori – . Devono essere rivisti i criteri, perché i bambini non sono numeri» e di conseguenza questi ultimi non possono essere il parametro esclusivo per formare o meno una classe, soprattutto se si tratta di una piccola realtà. Quindi Nardini cita proprio il priore di Barbiana al quale è intitolata la primaria di Palaia: «La scuola è il motore dell’ascensore sociale e per questo deve garantire gli stessi diritti a tutti i bambini», nelle città come nei piccoli paesi: «Diciamo con forza “no” alle classi pollaio. E attenzione – puntualizza Nardini – non si tratta di campanilismo, ma di una battaglia per garantire i diritti».

Dunque, Palaia non vuole arrendersi e l’ha gridato a tutti intonando il coro “Vogliamo la scuola”, che ha scandito una manifestazione pienamente riuscita: «Ringraziamo tutti – sottolinea Lisa Fiorentini, in rappresentanza dei genitori che hanno organizzato l’iniziativa – a cominciare dai commercianti che hanno chiuso le proprie attività per solidarietà, le associazioni, e le istituzioni». Il percorso per salvare la scuola prosegue ora sui canali istituzionali; nei prossimi giorni il sindaco Gherardini incontrerà il dirigente dell’ufficio scolastico provinciale Andrea Simonetti. l

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