Sicurezza
Politica in crisi in Valdera, il “vivaio” non c’è più. E ora mancano i candidati sindaci
Emanuele Rossi (Scuola Sant’Anna) «Non è più prestigioso, ricevi solo critiche»
PONTEDERA. Fare il sindaco, ma anche il consigliere comunale o l’assessore non è più un mestiere per giovani. E lo si capisce dall’attuale situazione nei vari comuni che andranno al voto a giugno. A quattro mesi dal voto per le amministrative (al netto di strategie e accordi nelle coalizioni che in alcuni casi rallentano le manovre) sono pochissime le situazioni in cui il quadro è definito, mentre si cercano quasi disperatamente soluzioni tra i pochi disposti a impegnarsi in politica. Un fenomeno che si verifica soprattutto nei piccoli centri.
L’età avanza
Come a Pomarance, dove si chiede all’ex sindaco di 73 anni Loris Martignoni di riprovarci. O a Castelnuovo Valdicecina, con il 58enne Alberto Ferrini che correrà per la quarta volta consecutiva. L’età media dei sindaci è destinata ad aumentare a differenza di quanto avvenuto in passato. Francesca Brogi lascerà il Comune di Ponsacco a 38 anni dopo 10 anni ma è entrata in consiglio comunale all’età di 23 anni. La candidata del centrosinistra al suo posto, per ora, è Paola Ferretti, classe ‘66, che ha fatto la capogruppo nella giunta dell’allora sindaco Alessandro Cicarelli. Mirko Terreni non sarà più sindaco a Casciana Terme Lari dopo due mandati ed essere stato eletto a 26 anni prima della fusione. Il centrosinistra per trovare il suo successore ha scelto l’assessora Chiara Ciccarè che di anni ne ha 48; l’altro candidato in lizza, per ora, è il 70enne civico Alessandro Tosi. Poi c’è Mirko Bini (classe ‘82) a Terricciola che ha rinunciato al secondo mandato dopo l’elezione nel 2019 a cui arrivò da vice sindaco dopo una legislatura ed essere stato segretario del Pd prima del voto del 2014. Esempi di quanto manchi il ricambio generazionale in un ambito fondamentale per la vita pubblica. Ma che ormai è diventato un onere più che un onore.
La struttura dei partiti
«L’incapacità di creare nuove generazioni di politici è un problema evidente dei partiti – dice Alessandro Volpi, docente di storia contemporanea al dipartimento di scienze politiche dell’Università di Pisa – ma in passato era più facile. La struttura del partito poteva offrire sostegno e voti a chi si candidava. Ora chi fa questa scelta deve combattere spesso da solo, andarsi a trovare le preferenze casa per casa. E si fa una fatica enorme, senza contare che in molti devono pagarsi la campagna e crearsi un piccolo staff. Credo che la struttura dei partiti, che in molti casi si è sfaldata nel corso del tempo, sia il problema maggiore che alimenta questo fenomeno. Certo, conta la disaffezione dalla politica. L’assenteismo è l’immagine di questa situazione. L’avvento delle liste civiche ha influito non poco. Le realtà tradizionali sono in grave crisi con ripercussioni pesanti legislatura dopo legislatura».
Il conteggio
Lo scacchiere dei confronti diretti è l’emblema di tutto questo. Il quadro è delineato in pochissimi comuni. A Volterra il sindaco uscente Giacomo Santi rappresenterà il centrosinistra contro Francesca Giorli, candidata di Coalizione civica. A Pontedera Matteo Franconi proverà a ottenere il secondo mandato, ma il centrodestra non ha ancora ufficializzato Matteo Bagnoli come sfidante. A Calcinaia Cristiano Alderigi punterà alla conferma ma al momento è senza avversari. A Crespina Lorenzana il sindaco uscente Thomas D’Addona (che indossa la fascia tricolore dal 2007) è incerto se continuare o meno. A Fauglia si ripresenta Alberto Lenzi. A Castelfranco il centrosinistra presenterà Federico Grossi (36 anni), ma l’avversario manca. Centrodestra senza indicazioni anche a San Miniato e Santa Croce dove, invece, il centrosinistra sta per annunciare l’ex assessora Mariangela Bucci (classe ‘53). Mentre nella città della Rocca ci saranno le primarie del Pd tra il sindaco uscente Simone Giglioli (‘78) e il segretario del partito, Vincenzo Mastroianni (65 anni). A Montopoli la vicesindaca Linda Vanni (43 anni) correrà contro Michael Cantarella (42) della lista civica Idee in Comune. A Capannoli Silvia Rocchi, candidata civica appoggiata dal centrodestra e da Italia Viva ha già cominciato la campagna elettorale. Ma il Pd sta litigando sul terzo mandato di Arianna Cecchini e la scelta per Barbara Cionini. A Castelnuovo, come detto, Ferrini proverà a diventare sindaco per la quarta volta consecutiva. È invece buio pesto a Ponsacco (dove stasera debutta una lista civica), Palaia (dove Gherardini, classe 1981, lascia dopo 2 mandati), Terricciola, Peccioli (dove potrebbe riproporsi la sfida Macelloni-Nassar), Lajatico e Pomarance.
Bersagli facili
«Si fa una grande fatica a trovare persone disposte a impegnarsi in politica – sottolinea Emanuele Rossi, docente di diritto costituzionale alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa – e questo è anche dovuto alle critiche nei confronti dei costi della politica che ha inculcato nei cittadini l’idea che si debba portare avanti questo fondamentale ambito della vita sociale in maniera gratuita. Fare il sindaco o l’assessore non è più un’attività di prestigio. Anzi, si diventa sempre più bersagli di attacchi, spesso gratuiti e immotivati. Se poi aggiungiamo che i giovani hanno sempre più impegni e interessi, magari legati ai lavori che svolgono sempre più lontano dal luogo in cui sono nati e cresciuti, otteniamo uno spaccato impossibile da ignorare per inquadrare il problema. Conosco colleghi ai quali è stato chiesto di candidarsi. Ma, fatti due conti, tutti rispondono “perché lo dovrei fare?”. Un ruolo così ti cambia la vita, ci vuole una grande motivazione personale e diventi un facile bersaglio per i critici».
Soli contro tutti
Come dice ancora Volpi, «i sindaci sono spesso soli e il gioco vale sempre meno la candela. Certo, ci sono stati aumenti delle retribuzioni. Ma, soprattutto nei piccoli centri, chi amministra ha un grande peso sulle spalle senza avere una struttura adeguata che lo aiuti. Ovviamente in tutto questo contesto emergono le divisioni interne del Partito democratico e quelle di coalizione del centrodestra. Ma anche la deroga per il terzo mandato stabilita in ritardo ha generato un caos difficile da gestire».
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