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Brett Littman racconta Peccioli ai newyorkesi: ecco come nasce la mostra “Trash to Beauty”


	Brett Littman e una delle sale all'interno dell'Istituto italiano di cultura a New York
Brett Littman e una delle sale all'interno dell'Istituto italiano di cultura a New York

Il curatore ha supervisionato 150 esposizioni e ne ha curate più di 30 negli ultimi 16 anni: «All’Istituto Italiano di Cultura di New York valorizzeremo qualità della vita, ecologia, infrastruttura civica, cultura, sviluppo economico ed energia sociale»

09 febbraio 2024
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PECCIOLI. Nel suo lungo curriculum dagli interessi multidisciplinari ci sono almeno 150 mostre supervisionate e più di 30 curate direttamente in poco più di 15 anni. Un’esperienza che il critico d’arte e saggista americano Brett Littman ha messo a disposizione di una comunità, quella di Peccioli, per trovare la chiave giusta per raccontare il cuore della Valdera nella Grande Mela.

A New York, infatti, il 19 febbraio verrà inaugurata “Trash to Beauty”, letteralmente dal rifiuto alla bellezza. Un’esposizione all’Istituto Italiano di Cultura a New York che arriva in un momento importante per Peccioli. I riflettori sul borgo, infatti, sono accesi già da settimane grazie allo speciale che la Rai ha dedicato a Peccioli con il concorso del “Borgo dei Borghi”, per il quale è l’unica rappresentante della Toscana.

Sono arrivate, poi, in rapida successione la conferma della Bandiera Arancione per il triennio 2024-2026 e la notizia dell’anteprima assoluta il 16 marzo de “La Seconda Vita”, il film che ha visto come location d’eccezione proprio i vicoli, i monumenti e i luoghi simbolo del territorio pecciolese, al Bif&st Bari International Film&TV Festival. Un momento di grande esposizione nazionale che dal 19 febbraio e fino a maggio avrà anche una vetrina internazionale grazie al lavoro curato da Brett Littman.

Newyorkese che ha trascorso un periodo di studio e analisi importante proprio a Peccioli. Littman ha osservato, intervistato, analizzato, ripercorso la storia dell’intero Sistema Peccioli almeno negli ultimi tre decenni. Da qui è nato il percorso che, sulla facciata dell’Istituto Italiano di Cultura e in due sale riservate che si affacciano su Park Avenue, a pochi passi da Central Park, darà vita all’esposizione “Trash to Beauty”.

«In tutto il mondo ci sono molte città e municipalità che hanno adottato o utilizzato arte contemporanea, architettura o creatività per valorizzare la reputazione, generare turismo e rigenerare le economie di luoghi apparentemente “morenti” – spiega Littman -. In molti casi, però, questi progetti sono come astronavi aliene che atterrano e poi decollano di nuovo, lasciando un impatto limitato sulla sopravvivenza a lungo termine e sulla crescita delle comunità locali. La storia di come la cultura contemporanea è arrivata a Peccioli e l'impatto che ha avuto segue un modello radicalmente diverso. Un modello che la pone al centro di un diagramma di Venn autosufficiente che dà priorità alla qualità della vita, all'ecologia, all'infrastruttura civica, alla cultura, allo sviluppo economico e all'energia sociale».

Partendo da questo assunto Littman ha pensato agli spazi espositivi unendo vari elementi che vanno dagli eventi culturali alle infrastrutture civiche passando per le energie sociali, gli aspetti ambientali e tutti gli elementi che compongono il mosaico del Sistema Peccioli. Un viaggio, raccontato anche al pubblico americano, che decollerà il 19 febbraio con il taglio del nastro dell’esposizione, alla presenza di una nutrita rappresentanza di cittadini pecciolesi.

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