Il Tirreno

Pontedera

La testimoniaza

Pontedera, anziana smaschera la truffa del falso carabiniere: il racconto-sfogo al Tirreno

di Andreas Quirici
Pontedera, anziana smaschera la truffa del falso carabiniere: il racconto-sfogo al Tirreno

La 71enne telefona alla redazione: «Mettete in guardia le persone»

4 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. «Pronto, Tirreno? Voglio raccontare com’è andato il tentativo di truffa del falso carabinieri ai miei danni». Carla Rotini ha chiamato la redazione di Pisa-Pontedera dopo aver contattato il 112 e la telefonata ricevuta al numero di casa dal fantomatico maresciallo Maestro che annunciava alla donna un incidente provocato dal figlio e la necessità di “risolvere” la cosa con un pagamento in denaro.

L’avvertimento

Il classico raggiro che qualche settimana fa aveva creato allarme a Pontedera e dintorni, con decine di denunce presentate ai carabinieri e numerose persone, soprattutto anziane, cadute nel tranello con perdite ingenti di contante e monili d’oro. Uno dei truffatori era stato anche arrestato dai militari dell’Arma a Capannoli. E da quattro o cinque giorni le segnalazioni alle forze dell’ordine si erano praticamente azzerate. Ieri, però, un altro caso che per poco non è sfociato in quello che i carabinieri raccomandano sempre agli anziani durante gli incontri per combattere i raggiri: non fidatevi e, se potete mettetevi in contatto con noi per l’arresto in flagranza. «Ci ho provato, mi creda – racconta la 71enne –. Ero determinata a farli arrestare. Ma alla fine è esplosa la mia rabbia».

Tante domande

Attraverso le parole della donna si riesce quasi a vederla all’opera: «Quando ho capito di cosa si trattasse ho buttato là il nome di Giuseppe, relativo a mio figlio che si chiama in tutt’altro modo e, per di più, non ha la patente. Sapevo che era al lavoro e non ero per niente preoccupata. Mi hanno chiesto tante informazioni. Quanti anni ho, il mio numero di cellulare. Ma non mi sono sbottonata. Ho risposto che non uso il telefonino, ma ho avuto l’impressione che fossero vicini a casa mia. Ci siamo accordati per il pagamento di quattromila euro e la persona dall’altra parte del filo mi ha detto che sarebbero venuti subito a prendere i soldi».

Una vera attrice

La richiesta di fornire il numero di cellulare fa parte del piano perché una volta acquisito la chiamata al fisso viene interrotta per farne partire un’altra al telefonino nel tentativo di tenerlo occupato mentre un complice va all’abitazione del malcapitato. L’idea è quella di evitare che si informino parenti o forze dell’ordine. Ma Carla Rotini aveva un’altra idea: «Proprio per far intervenire i carabinieri, mentre parlavo col truffatore cercavo di mettermi in contatto col 112. So essere convincente quando voglio. Anzi, sono una vera attrice. Quando mi è stato passato quello che sarebbe dovuto essere mio figlio che, a detta del maresciallo Maestro era in caserma, ho parlato con una persona che si disperava. Era in lacrime e mi chiamava mamma. Ho tenuto la parte. Ho finto di piangere anch’io. Ma poi non ho più retto».

L’esplosione

Sarebbe stato il piano perfetto quello di ribaltare i ruoli. Tenere occupati i truffatori e mettersi d’accordo con loro per il pagamento e far trovare all’appuntamento i militari dell’Arma che non aspettano altro di acciuffare quella che è ritenuta una vera e propria banda che, di recente, sembra essersi spostata altrove. Segnalazioni simili, infatti, sono arrivate da Pistoia e Siena nei giorni scorsi. Non da Pontedera dove episodi di questo tipo si sono ripetuti a lungo nell’ultimo mese. E se tutto fosse andato liscio, dopo l’arresto di Capannoli ce ne sarebbe stato un altro. O forse anche più di uno. Ma la donna non ce l’ha fatta a trattenersi: «Ho cominciato a offenderli in tutte le maniere. Mi sono letteralmente sfogata. Hanno buttato giù avendo capito di essere stati smascherati. Poi ho chiamato il 112 e l’operatore mi ha detto di non aprire la porta a nessuno».

In guardia

Carla Rotini ha raccontato questa storia al Tirreno per «mettere in guardia le persone, soprattutto gli anziani, da questo genere di raggiri in cui è facile cascare. Quando ci sono di mezzo i figli si rischia di andare in tilt. Ed è proprio su questo che i truffatori puntano per ottenere quello che vogliono».

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web