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La polemica

San Giuliano, guerra sui piccioni: protesta animalista nel giorno del via all’abbattimento

di Francesco Paletti
San Giuliano, guerra sui piccioni: protesta animalista nel giorno del via all’abbattimento<br>

Dopo l’ordinanza del Comune che dà il via libera. Gli agricoltori con il sindaco: «Unico intervento efficace»

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San Giuliano Non solo “La rete delle gattare” di San Giuliano Terme. Contro l’abbattimento dei piccioni nei cimiteri di Orzignano e Pontasserchio, si schiera anche una parte dell’associazionismo animalista e vegano, guidato dalla blogger Carmen Luciano che dalla sua seguitissima pagina facebook “Think green, live vegan, love animals” (28. 901 followers) ha lanciato anche un sit in di protesta di fronte al Comune per questa mattina alle 9,30, prima delle giornate di abbattimento programmate.

A favore della decisione del comune, però, si schiera la storica Cooperativa dei produttori agricoli della Vadiserchio, attiva dagli anni ’ 60 e a cui aderiscono oltre sessanta imprenditori agricoli della zona, con il presidente Federigo Federighi che dice senza mezzi termini che, «in mancanza di predatori, l’abbattimento è l’unico intervento efficace per ridurre il numero dei piccioni inselvatichiti». Così l’ordinanza comunale di abbattimento dei piccioni nei dintorni dei cimiteri di Orzignano e Pontasserchio, programmata per oggi e il 13 febbraio nel primo, e per il 9 e il 16 nel secondo, divide, anche a livello locale, il mondo dell’associazionismo animalista e quello dei produttori agricoli.

La “Rete delle Gattare”, infatti, insiste nel dire che «non si capisce da dove provenga tutto il disagio e i rischi causati dai piccioni» dato che «al cimitero di Orzignano ne abbiamo contati 4 e a quello di Pontasserchio 15, controllati da un gheppio che faceva il suo mestiere» scrivono in una nuova nota dopo quella inviata la settimana scorsa.

Domandano, inoltre, al Comune «quali metodi ecologici sono stati tentati prima di ordinare le esecuzioni e se sia a conoscenza del fatto che l’Istituto di Veterinaria dell’Università di Pisa ha messo a punto un sistema efficacissimo per allontanare i piccioni basato su particolari placche da installare sui tetti». E concludono confermando che «insieme ad altre associazioni ambientalista, ci muoveremo per bloccare questa procedura». Ci va ancora più pesante Carmen Luciano che, nelle pagine del suo blog, parla di «disposizione mortifera» e di «decisione che lascia disgustati» invitando anche a scrivere una mail di protesta al sindaco Di Maio, un consiglio che in diversi, da varie parti d’Italia, in questi giorni hanno seguito. Diametralmente opposto, però, è il giudizio sull’ordinanza del presidente della Cooperativa dei produttori della Valdiserchio Federigo Federighi: «È l’unico provvedimento che poteva essere preso per ridurre il numero dei piccioni inselvatichiti dato che tutte le altre misure si limitano a spostare il problema da un posto all’altro – dice-: se i piccioni, infatti, venissero allontanati dai cimiteri, si sposterebbero in qualche campo dei dintorni, andando a danneggiare le coltivazioni. Vale lo stesso, per altro, per quelli allontanati dai centri storici: si spostano nelle campagne e compromettono le produzioni agricole».

Per Federighi il problema è serio: «Non è certo l’unico dei problemi dei produttori del nostro territorio, ma non è assolutamente da sottovalutare – dice-: questi volatili creano danni durante la semina, ma per quanto riguarda la soia e soprattutto girasoli anche al momento della nascita e poco prima del raccolto: vi sono stati agricoltori che, a causa della loro massiccia presenza, hanno perso anche la metà del raccolto. E beninteso, nessuno di noi ce l’ha con i piccioni in sé, che da sempre sono parte delle nostre campagne: il problema è la loro proliferazione incontrollata».

In mezzo c’è l’amministrazione. «L’ordinanza è stata emanata seguendo tutte le procedure previste e soprattutto arriva dopo che, negli anni scorsi, abbiamo sperimentato molti tipi di dissuasori – dice il sindaco D Maio -. La manifestazione? Liberissimi di farla, l’importante è che tutto si svolga pacificamente». l
 

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