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Tre ore per portare un cardiopatico dall’ospedale di Volterra al Lotti: «Colpa della politica»

di Francesco Turchi
Tre ore per portare un cardiopatico dall’ospedale di Volterra al Lotti: «Colpa della politica»

Il sindaco Auriemma denuncia il caso, l’uomo colpito da malore è un suo familiare. «Cardiologo partito da Lucca, è salito in ambulanza a Pontedera ed è arrivato qui»

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VOLTERRA. «Oltre 3 ore per portare un paziente cardiopatico dall’ospedale di Volterra al pronto soccorso di Pontedera, facendo arrivare un cardiologo da Lucca. Questa è la fotografia del nostro ospedale: le scelte politiche hanno distrutto quella che era un’eccellenza». Parole dure quelle pronunciate da Francesco Auriemma, sindaco di Montecatini Valdicecina, che ha vissuto la vicenda in prima linea, dato che il paziente in questione è un suo familiare. «Si è sentito male e l’ho portato all’ospedale a Volterra. Qualcuno dirà che avrei dovuto chiamare il 118, ma chi vive in Valdicecina sa di cosa parlo: in 20 minuti con la mia macchina ero all’ospedale, temevo che un’ambulanza sarebbe arrivata dopo molto più tempo. Ho telefonato a Pisa, dove viene seguito per i problemi al cuore, ho spiegato la situazione e mi è stato detto di portarlo subito in ospedale. Così ho fatto. E poi comunque non è che l’ho portato al supermercato. .. ma in un ospedale». E qui è iniziata una lunghissima attesa: «Da Volterra è stato chiamato il cardiologo reperibile che veniva da Lucca, il quale è dovuto andare a Pontedera, per poi venire in ambulanza fino al Santa Maria Maddalena. Tre ore in tutto, un tempo nel quale sarebbe potuto succedere di tutto. In pratica arrivati all’ospedale di Volterra alle 20, 45, siamo arrivati a Pontedera a mezzanotte e un quarto».

Una tempistica inaccettabile per Auriemma: «Eppure anche noi, cittadini dell’Alta Valdicecina, siamo persone, paghiamo le tasse, meritiamo di essere assistiti al pari degli altri territori della Toscana. Nessuno chiede cose straordinarie o specialistiche, ma i servizi di base sì. Il cardiologo è stato presente all’ospedale di Volterra fino a tre anni fa e questo taglio deciso dalla Regione, avvenuto fa sotto la presidenza di Eugenio Giani, è un fatto allarmante. Ho provato più volte a parlare con lui e con la direttrice generale dell’Asl Toscana nord ovest, Maria Letizia Casani, che però non rispondono alle mie richieste di appuntamento».

Auriemma ringrazia «tutto il personale ospedaliero di Volterra per l’estrema gentilezza dimostrata nonostante siano i primi a trovarsi in enorme difficoltà, lavorando in queste condizioni disagiate».

In merito al caso del familiare del sindaco, l’Asl – contattata dal Tirreno – precisa «che il paziente è stato monitorato in maniera continua e adeguata dal personale dell’ospedale di Volterra ed è stato seguito costantemente in teleconsulto dal cardiologo per poi essere trasferito all’ospedale di Pontedera. Si trattava infatti di un paziente non tempo-dipendente ma che doveva essere trasferito senza urgenza nel reparto di Cardiologia del “Lotti” per un monitoraggio più puntuale della sua condizione». Questi i tempi del trasferimento, «compatibili con la patologia e le condizioni cliniche: la richiesta del trasporto c’è stata alle ore 22, 10 con attivazione dell’infermiere reperibile (trattandosi di orario notturno); la partenza di ambulanza e infermiere reperibile da Pontedera è stata alle 22,50, il loro arrivo al pronto soccorso di Volterra è stato alle ore 23.28. Da qui la partenza per l’ospedale di Pontedera». Secondo l’Asl «il trasferimento si è svolto in tempi e modalità adeguati alle esigenze del paziente, poi preso in carico per i controlli del caso nella Cardiologia del Lotti».


 

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