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Pontedera, vandalo imbratta la scuola dopo la foto del sindaco con i calzini spaiati: «Aiuta i diversi cittadini»

di Paola Silvi
La foto pubblicata dal sindaco sui social nella Giornata internazionale dei calzini spaiati e la scritta con cui è stato imbrattato il muro della scuola “De Amicis”
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La foto pubblicata dal sindaco sui social nella Giornata internazionale dei calzini spaiati e la scritta con cui è stato imbrattato il muro della scuola “De Amicis”

Scritta contro Franconi che aveva celebrato la diversità. La reazione dell’amministrazione comunale che dovrà pagare la rimozione della vernice rossa

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PONTEDERA. “Aiuta i diversi cittadini invece di farti le foto ai calzini”. È la grande scritta in rosso, con una sigla “N68! ” forse come firma, che corre sul muro che circonda la scuola elementare De Amicis in via Brigate Partigiane.

La frase, apparsa ieri mattina, nei confronti del sindaco Matteo Franconi, rimanda a un suo post di Facebook in cui il primo cittadino raccontava di aver aderito alla giornata dei calzini spaiati, quella che fa riflettere simbolicamente sull’accettazione della diversità, indossando appunto due calze non gemelle. «Di notte qualche aspirante poeta, che probabilmente avrebbe dovuto usare il nero per dare sfogo alla propria indole politica, ha imbrattato il muro di una scuola con questa rima baciata (sciocca e infantile) ».

È lo stesso Franconi che, in massima trasparenza, sempre attraverso i social, ha reso pubblico l’atto vandalico. E ha condiviso una posizione chiara sul significato del gesto, prendendosi fra l’altro anche la briga di spiegare la decisione di celebrare la giornata nazionale dei calzini spaiati. «Due giorni fa mio figlio – scrive il sindaco – mentre lo stavo portando a scuola, mi ha chiesto di scambiarci un calzino perché in classe stavano portando avanti un progetto sulla giornata nazionale dei calzini spaiati dedicata ad affermare il valore, la bellezza e l’unicità della diversità. Il genio della notte non ha gradito la mia posizione e in un solo gesto ha fatto due cose sbagliate: danneggiato il decoro di un muro pubblico, che è di tutti e non un suo quaderno, e offeso il lavoro che nelle scuole viene quotidianamente fatto proprio per evitare che domani ci siano adulti stupidi come il nostro, almeno per adesso, anonimo poeta».

Un atto insomma che se anche rimanda a una richiesta di attenzione e di sostegno che magari per l’autore è rimasta inascoltata, nei fatti si trasforma automaticamente in un torto e in un danno inequivocabili. Con il sindaco che chiosa rispondendo per le rime: «la prossima volta cerca tra i bambini la bellezza del diverso, siamo certi che ti aiuteranno a cambiare verso».

Immediate le reazioni di solidarietà bipartisan e di condanna unanime del gesto. Così mentre le forze dell’ordine cercano di individuare il responsabile, pur non potendo contare sulle telecamere che non sembrano riuscire ad inquadrare quel tratto di strada, è l’assessore all’istruzione del Comune di Pontedera a fare il punto sulla situazione. «Quanta amarezza lascia questa scritta. Sarebbe da chiedere a chi ha gratuitamente e scioccamente imbrattato quel muro – dice Francesco Mori – se anche solo lontanamente abbia idea di quale sforzo quotidiano di tenere la cura delle nostre scuole sostenga sulle proprie spalle chi lavora in silenzio per la città. Una città che dovrebbe essere anche la sua. Ma che evidentemente non ama, se si permette di oltraggiarla. La De Amicis è stato uno degli ultimi istituti in cui siamo intervenuti per risistemare alcuni parti della struttura. Ora dovremo rimuovere la scritta e sostenere spese non previste. Dispiace perché la riqualificazione delle scuole è sempre nelle nostre priorità e vedere che basta una sola persona per danneggiare il lavoro di molti e sperperare le risorse di un’intera comunità è triste».

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