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San Miniato, scoppia la guerra nel Pd: a marzo le primarie tra Giglioli-Mastroianni

San Miniato, scoppia la guerra nel Pd: a marzo le primarie tra Giglioli-Mastroianni<br>

La scelta del candidato sindaco passerà dal voto di iscritti e simpatizzanti, dove si scontreranno il segretario dem e il primo cittadino in carica

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San Miniato Le avvisaglie di un malcontento interno al Partito democratico c’erano tutte da tempo, manifestate e poi anche incrementate pure dalle “turbolenze” di questi mesi, fra dimissioni della segretaria Azzurra Bonaccorsi, fino a quelle più recenti dell’assessora Marzia Fattori. Dopo l’assemblea Pd di giovedì sera però i malumori sono stati confermati, concretizzandosi anche in una data: il 10 marzo. È quello il giorno stabilito per decidere chi potrà candidarsi a nome dei dem e della coalizione per il nuovo sindaco di San Miniato. Il Pd di San Miniato, infatti, vedrà sfidarsi il sindaco uscente Simone Giglioli e l’attuale segretario comunale del partito Vincenzo Mastroianni il quale, nelle ultime due riunioni della segreteria, ha ottenuto una sfida di cui si parlava almeno da dicembre.

Come ci si è arrivati

Richiesta di organizzare le primarie corredata da una regolare raccolta di firme fra gli iscritti, come previsto dai regolamenti interni. «La mia disponibilità a ricandidarmi l’ho data, staremo a vedere», è il sommesso commento dell’attuale sindaco evitando di approfondire i motivi scatenanti dello scontro interno. Eppure nelle concitate riunioni della segreteria, varie sarebbero state le critiche emerse sull’operato del sindaco e della giunta. Tutte riconducibili a un denunciato “immobilismo” che per alcuni avrebbe caratterizzato la legislatura: poche decisioni e alcune mosse azzardate soprattutto rispetto al centro storico. Tutte ipotesi, suffragate da voci di corridoio. Le stesse che parlano di uno scontro particolarmente polarizzato fra il circolo Pd del centro storico e quello, notoriamente forte, di San Miniato Basso. Nel mezzo, le storie e le esperienze dei due contendenti, che almeno professionalmente si assomigliano: entrambi vengono dal mondo delle banche. Politicamente hanno storie più che altro afferenti a due generazioni diverse del partito.

Lo sfidante

Il 65enne Mastroianni in tanti anni si è fatto conoscere soprattutto come “factotum” della festa de l’Unità di San Miniato Basso e come tesoriere. Consigliere di minoranza per la Democrazia cristiana durante il mandato del sindaco Alfonso Lippi (tra il 1990 e il 1995), dal 2000 al 2004 è stato consigliere per il Partito popolare, nella maggioranza che sostenne il sindaco Angelo Frosini. Nel 2006 ha adeito ai Democratici di sinistra (Ds) ed è stato particolarmente attivo in ruoli di carattere organizzativo. È entrato nel Partito democratico nel 2007 fin dal momento della sua fondazione divenendone un punto di riferimento, soprattutto dal punto di vista logistico.

L’attuale sindaco

Nato nel 1978, cresciuto a La Scala, Giglioli vive a Balconevisi e prima di fare il sindaco è stato consigliere e segretario dell’unione comunale del Pd. È sindaco di San Miniato nel 2019 dopo il doppio appuntamento elettorale, vincendo al ballottaggio. Un copione che non si sente di escludere, confidando nel potere “ricompattante” della battaglia del secondo turno che lui stesso definisce possibile. «Sarebbe stato meglio iniziare la campagna elettorale – dice il diretto interessato –. Confido però che queste primarie siano l’occasione per una discussione soprattutto programmatica. La sfida vera, quella con i nostri avversari, sarà rallentata». Mastroianni, contattato dal Tirreno, ha spiegato che rilascerà dichiarazioni in merito nelle prossime ore. Chiusura delle candidature il 7 febbraio. l

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