Sicurezza
Volterra, biglietti più cari e meno ingressi. Ma le entrate dei musei aumentano
Bilancio 2023 dell’assessore Danti: «Consegniamo una città migliore»
VOLTERRA. Un numero inferiore d’ingressi, ma un incasso maggiore. È il bilancio relativo al 2023 per quanto riguarda l’andamento dei musei e dei luoghi d’interesse di Volterra rispetto all’anno precedente. «Siamo tornati ai livelli del 2019, quello del pre Covid – racconta l’assessore alle culture, Dario Danti – con in mezzo la spinta della candidatura per Capitale italiana della cultura e il successivo titolo di Prima città toscana della cultura. Situazioni eccezionali che nell’anno appena concluso si sono di fatto esaurite riportando il quadro complessivo alla normalità. Solo che la città nel frattempo ha visto crescere e soprattutto migliorare l’offerta culturale, con lo scavo archeologico dell’anfiteatro che ripartirà con un bugdet rilevante, il nuovo museo Guarnacci, le opere di Staccioli restaurate così come la Deposizione di Rosso Fiorentino».
Un bilancio positivo quello di Danti che quantifica in circa 250mila euro in più gli introiti di musei e luoghi d’interesse rispetto a quanto avveniva fino al 2019, anno in cui è entrata in carica l’attuale maggioranza. «Consegniamo alla cittadinanza una Volterra migliore – prosegue l’assessore – con una serie di idee dal punto di vista della comunicazione e nuove fasce di aperture che, fatalmente, dovranno essere attuate dalla prossima amministrazione di cui io non farò parte. A giugno si conclude il mio percorso a Volterra, consapevole di aver fatto un buon lavoro insieme agli uffici e a persone come il responsabile dell’ufficio cultura Alessandro Bonsignori, il direttore del Guarnacchi, Fabrizio Burchianti e quello della pinacoteca, Alessandro Furiesi».
I numeri registrati nel 2023 vedono 24mila presenze con 958mila euro d’incassi contro le 28mila del 2022 quando sono stati incassati 782mila euro. «C’è stata una crescita economica di 175mila euro pari al 22 per cento – aggiunge Dario Danti – dovuta all’aumento del prezzo dei biglietti. Una scelta doverosa rispetto alla qualità dell’offerta della città e in linea con gli altri centri di rilevanza culturale. Nel 2019 gli ingressi furono 225mila, quindi possiamo dire che il dato dell’anno scorso è in linea con quello di cinque anni fa».
Con la legislatura in dirittura d’arrivo e l’ingresso di Opera nella gestione dei musei, proprio in questi giorni è stato definito lo schema per il futuro. Sia a livello di prezzi dei biglietti che di organizzazione. «Prima di tutto è stato scritto un disciplinare in cui sono messi nero su bianco tutti gli aspetti di gestione – sottolinea ancora l’assessore alle culture – poi è stato deciso di lasciare invariate le tariffe, compresa la formula della Volterra Card che ha dato ottimi frutti all’andamento di questo settore nell’economia complessiva del Comune».
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