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Pontedera, il progetto Apea non si sblocca e il Comune chiede i danni: ecco cause e scenari

di Paola Silvi
Pontedera, il progetto Apea non si sblocca e il Comune chiede i danni: ecco cause e scenari

Su quell'area c'erano grandi aspettative. Almeno all'alba del 2014 quando l'amministrazione pontederese stipulò il primo contratto: l’appalto milionario prevedeva opere che non sono state fatte

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PONTEDERA. Eppure, su quell'area c'erano grandi aspettative. Almeno all'alba del 2014 quando l'amministrazione pontederese stipulò il primo contratto per l'avvio dei lavori. E invece ci sono luoghi che non hanno pace, dove si concentrano imprevisti e i problemi da risolvere si susseguono senza sosta. Uno di questi riguarda l'appalto Apea, Area produttiva ecologicamente attrezzata, un piano di riqualificazione della zona di Gello – dal valore complessivo di 2 milioni e 300mila euro – iniziato di fatto nel 2015 e finito, più volte negli anni, al centro di numerose polemiche per l’andamento “a singhiozzo” degli interventi. In questi giorni l'ultimo tassello di un puzzle complesso di procedimenti legali, valutazioni, interruzioni e controlli ripetuti. Con il Comune di Pontedera che cita in giudizio, al Tribunale di Pisa, la ditta Operazione Srl (già Co.Ge.Di. Srl) per chiedere il risarcimento danni. E, nello specifico, al centro della contesa c'è il mancato adempimento degli obblighi a carico dell'impresa appaltatrice. Così l'amministrazione conferisce un incarico congiunto agli avvocati Nicola Pignatelli e Claudio Barghellini (oltre 27mila euro di spesa) per seguire il percorso e veder riconosciute le proprie ragioni. Ma andiamo con ordine. Il progetto Apea prevedeva la piantumazione di 265 piante, un risanamento della viabilità, l’illuminazione pubblica a led della zona, una nuova segnaletica con una riorganizzazione della sosta nelle aree limitrofe alla pista ciclabile e un maggior numero di parcheggi, oltre all’installazione di 1.120 pannelli fotovoltaici sulle pensiline in acciaio sopra i quattro principali grandi piazzali dei parcheggi, da via Maremmana, angolo via dell’Industria a via Molise, da via Emilia Romagna angolo via Marche a via Campania, angolo via Emilia Romagna. Nel piano anche la costruzione delle pensiline in acciaio per alloggiamento fotovoltaico e la creazione di una pista ciclabile. Una mini rivoluzione in un'ottica green che non solo ha subito stop a ripetizione, è stata per molto tempo ferma e non si è conclusa in base alle tempistiche originarie ma continua a far tribolare Palazzo Stefanelli. Senza dimenticare che i temi legati ad Apea rientrano, fra l'altro, tra le criticità segnalate dal “Comitato Megafono aziende” che raggruppa oltre 60 imprese della zona di Gello. Tanto che dopo le difficoltà evidenziate dai titolari di queste aziende, dall'asfalto pieno di buche alla scarsa sicurezza stradale, dagli alberelli piantati, poi seccati e piantati di nuovo al degrado di alcuni tratti di viabilità, il sindaco Matteo Franconi ha indetto una serie di incontri concordando proposte risolutive e un report di azioni da realizzare.

Resta però da sciogliere il nodo di Apea che ha radici lontane. Era marzo del 2021 quando la ditta Operazione comunicò di aver terminato i lavori anche se rimanevano da terminare alcune parti di minore entità. A settembre 2023 il Comune prendeva formalmente atto dell'intervento incompleto e contestava i vizi e le difformità del quadro pretendendo un risarcimento sia per i danni riscontrati sia per i provvedimenti che aveva dovuto mettere in campo al fine di eliminare le problematiche emerse. Ma a quelle indicazioni non sono seguiti né pagamenti né comunicazioni della ditta.

«È necessario pertanto – si legge nella determina – procedere con la citazione in giudizio per vedere riconosciute tali ragioni».

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