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Verso le elezioni

Capannoli, silurata la sindaca Cecchini: è Cionini la candidata del Pd

Capannoli, silurata la sindaca Cecchini: è Cionini la candidata del Pd

La prima cittadina aveva annunciato di correre per il tris con un post

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Capannoli Cecchini silurata. Per il Pd la candidata sindaca è Barbara Cionini. Il colpo di scena è di quelli clamorosi e potrebbe avere ripercussioni pesanti all’interno della coalizione in vista delle prossime amministrative. Perché mentre Silvia Rocchi, candidata civica appoggiata dal centrodestra compatto e da Italia Viva, porta avanti da settimane la sua campagna elettorale, sul fronte opposto scoppia la guerra interna nel Partito Democratico.

Alle 16,59 di ieri pomeriggio i segretari di circolo Alessio Maggini e Simona Salvadori e quello dell’Unione Comunale Alessandro Bacherotti, hanno diramato un comunicato stampa (il testo nel box a destra) per annunciare che «Barbara Cionini è la candidata sindaca Pd alle elezioni amministrative».

Tutto questo esattamente sette giorni dopo da quando la prima cittadina uscente Arianna Cecchini – in seguito al via libera del governo al terzo mandato nei Comuni tra i 5mila e i 15mila abitanti – aveva annunciato con un post di voler correre per il tris: «Dal momento in cui la proposta di legge è stata sul tavolo – aveva scritto – sono stata inondata da richieste, telefonate e messaggi di comuni cittadini che mi hanno chiesto di proseguire sulla strada che abbiamo intrapreso in questi anni. Per tutti questi cittadini, per quelli che in silenzio mi e ci hanno sostenuto in questi anni, per le persone che mi e ci hanno criticato ed aiutato a migliorare, ho deciso che in occasione delle prossime elezioni di giugno sarò di nuovo candidata a Sindaca del nostro Comune».

Ma poi c’è stata l’assemblea del Pd. E le cose sono andate diversamente. Evidentemente Cecchini non aveva fatto i conti con il malcontento di una parte del partito, che le rimprovera di avere agito troppo spesso in totale autonomia. Un disagio che è stato alimentato anche dal post sui social, nel quale Cecchini non fa mai riferimento al partito e alla coalizione: l’auto-ufficializzazione della candidatura è stata letta da alcuni come una ulteriore forzatura, proprio alla vigilia dell’assemblea. Dove si sono presentati in 15 sui 25 membri totali (tra gli assenti anche la stessa sindaca, che sarebbe stata “invitata” a non partecipare per una questione di opportunità). E dove al primo punto all’ordine del giorno c’era proprio la votazione sulla ricandidatura di Cecchini. Che è stata bocciata senza mezzi termini, con 13 contrari e 2 favorevoli.

E non è stato sufficiente a stemperare le tensioni neanche l’intervento, da remoto, dell’assessora regionale Alessandra Nardini, che è di Santo Pietro e qui ha iniziato il suo percorso politico. Nardini, che non ha nascosto la sua preoccupazione per la situazione e per le possibili conseguenze, ha invitato l’assemblea a non prendere decisioni affrettate che rischiavano di spaccare il partito in vista delle elezioni, consapevole anche che la stroncatura con queste modalità della candidatura di Cecchini finisce per suonare come una bocciatura per tutta la giunta attuale).

Ma l’assemblea ha comunque silurato Cecchini. E poi ha votato a favore della candidatura di Cionini, già assessora (fino al 2009) nelle giunte guidate da Luciano Franchi e Filippo Fatticcioni.

Una decisione che apre scenari difficili da pronosticare. La sindaca, contattata dal Tirreno, almeno per il momento non ha voluto rilasciare dichiarazioni. Ma la partita è tutt’altro che chiusa. Non è escluso, infatti, che l’esito del voto dell’assemblea sia oggetto di un ricorso: sono in corso le verifiche per capire se sono state rispettate tutte le regole fissate dallo statuto del Pd. La certezza è che c’è un partito dilaniato a quattro mesi dal voto. E prima di sfidare Rocchi sarà chiamato a un’altra sfida, altrettanto difficile, per provare a ricompattarsi al suo interno. l

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