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Sos spaccio alle Cerbaie, sindaci chiedono più telecamere, droni e blitz: «Da soli non ce la facciamo

Sos spaccio alle Cerbaie, sindaci chiedono più telecamere, droni e blitz: «Da soli non ce la facciamo<br type="_moz" />

Summit dei sei Comuni coinvolti in vista del tavolo interprovinciale. Oltre alle Municipali, sono continui i controlli di carabinieri e polizia «Ma serve una svolta E la certezza della pena»

30 gennaio 2024
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Fucecchio I Comuni stanno dando il massimo. E vogliono continuare a farlo. Ma da soli non possono farcela. C’è bisogno di una regia costante, magari con il coinvolgimento della Procura in grado di “aggredire” l’organizzazione al vertice. Tutto questo supportato da un giro di vite che può arrivare soltanto dal governo, in termini di certezza della pena, ma anche sul piano economico, attraverso il finanziamento del maxi-progetto di videosorveglianza. È il messaggio che arriva dai sei Comuni territorialmente coinvolti dalle Cerbaie, un bosco immenso trasformato da anni in un enorme supermarket dello spaccio.

Qui, notte e giorno, arrivano clienti da quattro provincie per rifornirsi di qualsiasi tipo di sostanza stupefacente. Un “regno” controllato da pusher senza scrupoli, che lasciano i loro covi e spuntano per strada quando devono consegnare la merce. Una situazione fuori controllo, nonostante i costanti blitz di forze dell’ordine e polizia municipale. Anche i volontari ci mettono il loro impegno, sfidando gli spacciatori con “battute” di gruppo che hanno l’obiettivo di infastidirli, a colpi di bivacchi smantellati.

In questo quadro - alla vigilia del comitato interprovinciale per l’ordine e la sicurezza, convocato dalla prefetta Francesca Ferrandino per giovedì - sindaci, assessori e vertici delle varie polizie municipali dei Comuni di Fucecchio, Santa Croce, Castelfranco, Chiesina Uzzanese, Ponte Buggianese e Altopascio si sono riuniti ieri nell’ufficio del primo cittadino fucecchiese Alessio Spinelli. Un summit per tracciare un bilancio, numeri alla mano, dell’attività svolta nel corso del 2023. E anche per mettere a punto le proposte da portare al tavolo giovedì, quando saranno presenti anche i vertici di polizia, carabinieri e guardia di finanza delle province di Pisa, Firenze, Pistoia e Lucca.

Una riunione, quella di dopodomani, che era stata richiesta alcuni mesi fa da Spinelli, «per fare il punto sulle strategie da mettere in campo nel contrasto a un fenomeno che ormai è dilagante», sottolinea ancora una volta il sindaco. Che poi sottolinea gli sforzi fatti dalle amministrazioni comunali: «Abbiamo fatto undici servizi congiunti con gli agenti delle polizie municipali (i risultati nel box, ndr). Con i mezzi e gli uomini a disposizione cerchiamo di fare il massimo. Posti di blocco, ordinanze ai proprietari per “blindare” immobili abbandonati, che con le temperature gelide diventano rifugi di spacciatori. Tuttavia ricordo che il compito della polizia municipale sarebbe quello di fare rispettare i regolamenti comunali: non possono essere i nostri agenti a debellare il fenomeno dello spaccio».

E allora serve altro. Polizia e carabinieri non sono certo rimasti a guardare. I blitz - a piedi, a cavallo, con i cani 007 - si susseguono con costanza e hanno portato arresti, denunce e sequestri di droga. Però ora serve una svolta. Un salto di qualità.

«Pensiamo per esempio a un maggiore utilizzo delle tecnologie, a cominciare dai droni - sottolinea Spinelli - . Ma anche al progetto di videosorveglianza al quale la Prefettura sta già lavorando e che prevede l’installazione delle telecamere su tutti gli incroci delle aree coinvolte dei 6 comuni, in modo da avere un monitoraggio costante. L’auspicio è che arrivi in tempi rapidi il finanziamento del ministero dell’Interno». Ma da Roma i sindaci si aspettano anche un altro segnale: «È il momento di stringere la morsa, di mettere in atto le promesse fatte in campagna elettorale dal centrodestra, attraverso misure che vadano nella direzione di garantire certezza della pena per chi delinque, oltre a una ulteriore intensificazione dei controlli, anche per migliorare la percezione della sicurezza da parte dei cittadini. Le armi in mano ai Comuni - conclude Spinelli - sono spuntate e sicuramente non possono da sole contrastare una piaga per le nostre comunità». l

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