Il Tirreno

Pontedera

La denuncia

San Miniato, strage di pecore pomarancine: «Danni enormi a causa dei lupi»

di Nilo Di Modica
San Miniato, strage di pecore pomarancine: «Danni enormi a causa dei lupi»<br>

Un allevatore di La Scala: «Gli attacchi avvenuti vicino alle case». L’ultimo caso poche notti fa: un vitello sbranato dopo 12 ovini e due Emu in tre mesi

3 MINUTI DI LETTURA





San Miniato Nuovo attacco di animali predatori a San Miniato, questa volta a La Scala. A fare le spese di lupi o canidi, ancora una volta, è un allevatore della zona, titolare di un’azienda agricola che possiede diversi capi fra vitelli, pecore e altri animali. L’ultimo ritrovamento, a poche centinaia di metri dall’abitato della frazione in via Sasso, è stato un vitello, sbranato nella notte fra lunedì e martedì.

«Sono stato tranquillo per qualche anno, senza episodi preoccupanti. Poi alcuni mesi fa sono cominciati i problemi – racconta Raffaele Ferraro, allevatore e titolare dell’azienda danneggiata dai predatori – . Il primo vitello mi è sparito circa tre mesi fa. Avevo anche fatto regolare denuncia di smarrimento. Ci ho messo un po’a capire che venivano uccisi e portati da un’altra parte, in un bosco vicino: una cosa che certo non fa un animale da solo. Circa un mese e mezzo fa sono sparite 12 pecore di razza pomarancina. E adesso questo povero vitello che ho trovato ieri».

Improbabile che si tratti di predazione da parte di altri. Le carcasse presentano tutti i segni dell’opera di più animali, secondo l’allevatore. In questi mesi, sono stati attaccati anche due Emu, una sorta di grande uccello simile a uno struzzo. «Io non so più che fare. Noi allevatori siamo lasciati soli e gli strumenti che ci vengono messi a disposizione non sono assolutamente sufficienti – continua Ferraro – . Basti pensare che le pecore pomarancine, una razza comunque tutelata perché ne sono rimasti pochi capi, io le pago 250 euro l’uno. Il risarcimento, anche quando viene riconosciuto, non è nemmeno la metà della spesa. Senza contare che molti degli animali che sono stati ammazzati erano in attesa dei piccoli. Spesso anche le pecore che sopravvivono perdono il piccolo per lo spavento. Chi ci risarcisce di tutto questo? ».

Problemi sempre più frequenti fra gli allevatori della zona, anche quelli che in qualche modo hanno cercato di adottare contromisure per difendersi dagli attacchi. «Nella mia proprietà ho tutto recintato con le reti elettrosaldate alte due metri. Adesso prenderò anche i cani, ma che altro posso fare di più per non incappare in queste situazioni? – si chiede l’imprenditore sanminiatese – . Ormai è chiaro che i lupi sono tornati e si avvicinano alle case. Qui in via Sasso diamo vicinissimi alle abitazioni della frazione. Alcune delle pecore che sono state attaccate erano dietro casa. Nel cortile spesso ci stanno i bambini, che cosa dovremmo fare per difenderci? In pochi mesi ho avuto migliaia di euro di danni».

Presenza sempre più diffusa, ingombrante e anche documentata, quella degli animali predatori, tra lupi e canidi. Se fino a qualche anno fa si sprecavano gli avvistamenti e i segni della presenza del lupo nel Volterrano e poco più, negli ultimi 4-5 anni sono state molte le segnalazioni anche nella zona di San Miniato, non solo nelle aree rurali di Corazzano e La Serra. Proprio a La Scala, ad aprile dell’anno scorso, era stato ritrovato un esemplare, probabilmente ibrido, colpito da un’automobile mentre rincorreva alcuni caprioli, per altro vicino a una scuola. Episodio che aveva fatto molto chiacchierare perché proprio in quegli stessi giorni, fra la frazione e la vicina Ponte a Egola, erano avvenuti i primi avvistamenti in aree vicine alle abitazioni. Poi sempre più allarmi con tante situazioni come quelle accadute agli animali di Raffaele Ferraro a La Scala.l


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web