Sicurezza
«Aiuto, incidente a suo figlio»: dilagano le truffe agli anziani. Gli sms e le telefonate a cui fare attenzione
Numeri preoccupanti in Valdera: c’è chi ha perso anche 5mila euro. I racconti di chi stava per cadere nella truffa
PONTEDERA. «Quando ti senti dire al telefono che tua figlia ha fatto un incidente ti si gela il sangue. Faresti qualsiasi cosa per risolvere la situazione». Vengono i brividi ad ascoltare le parole di Maurizio Petrocchi, 65 anni di Pontedera, una “quasi” vittima della dilagante truffa in atto nell’ultima settimana a Pontedera ma non solo. Decine di segnalazioni su Internet, tantissime le denunce presentate ai carabinieri. In questi giorni c’è chi ha perso centinaia di euro, altri vari oggetti preziosi. Qualcuno contanti e monili per un totale di cinquemila euro. Una situazione preoccupante che tira in ballo proprio l’Arma. C’è una banda in azione che prende di mira le persone anziane spacciandosi al telefono di casa proprio per militari. «Mi ha detto di essere il maresciallo Urso e che mia figlia aveva investito una persona sulle strisce – racconta Petrocchi –. Mi sono sentito ghiacciare e quando mi ha spiegato che avrei dovuto raggiungerlo in ospedale per sistemare la cosa non ho esitato e sono partito».
Corsa in ospedale
Il modus operandi è contorto ma, in quegli attimi di terrore, non ci fai caso. «Mi hanno chiesto il numero del cellulare così sarebbe stato più facile entrare in contatto diretto al pronto soccorso – dice ancora il 65enne –. Non c’ho badato a quella stranezza. Ero troppo preoccupato». Così, mentre l’uomo viene intrattenuto al telefonino, per evitare che ci ripensi e dia l’allarme alle forze dell’ordine, un’altra chiamata arriva di nuovo a casa. Questa volta risponde la moglie alla quale viene spiegato che la figlia ha nominato un legale. «Ma in famiglia abbiamo già un avvocato e la storia è cominciata a non essere credibile. Quando mia moglie ha fatto presente questo, la telefonata si è interrotta – ricorda Petrocchi –. A questo ne è seguita un’altra. Dall’altro capo del filo c’era una donna che piangeva, ma mia moglie ha capito che non si trattava di nostra figlia e ha capito che stavamo subendo una truffa». Contemporaneamente all’uomo è stato detto che c’era stato un equivoco e che non serviva recarsi in ospedale. «Probabilmente volevano farmi uscire di casa per lasciare sola mia moglie e approfittare della situazione – prosegue il 65enne –. Intanto però sono andato dai carabinieri per presentare la denuncia trovando in caserma un’altra persona vittima del raggiro».
Sms alla mamma
Una strage messa in pratica non solo tramite telefonate, ma anche via messaggi. Sms per l’esattezza inviati a casaccio per vedere se qualcuno cade nella trappola. «A me ne è arrivato uno – dice Anna Cappelli di Ponsacco – che cominciava con “ciao mamma”. Solo che non ho figli e ho smascherato subito la truffa». Decine di situazioni simili negli ultimi giorni si sono verificate a Pontedera e dintorni.
Consegna dei soldi
Ma quello che preoccupa le forze dell’ordine sono le chiamate nella abitazioni delle persone, soprattutto quelle anziane, che subiscono un raggiro infame. Purtroppo in tanti ci sono cascati perdendo, oltre ai soldi, anche la fiducia in loro stessi. Tanti non denunciano per vergogna, quindi è facile che il fenomeno abbia numeri notevolmente superiori a quanto risulta ai carabinieri. Nel caso di Maurizio Petrocchio, il falso maresciallo Urso non aveva chiesto soldi. Ma ci sono stati tanti casi in cui veniva annunciato l’arrivo a casa di un avvocato o un militare per prendere i soldi da destinare al pedone investito e chiudere la faccenda senza strascichi.
Le corde giuste
E c’è chi ha consegnato il denaro che aveva nell’appartamento. E se ne era sprovvisto ha acconsentito a dare monili d’oro a sua disposizione. Perché è facile parlare senza essere parte in causa di una situazione del genere. Anziani che si sentono avvampare, col cuore a mille mentre dicono loro che il proprio figlio è nei guai, che c’è un ferito di mezzo e che il caso è grave. Gli autori di queste truffe capiscono subito con chi hanno a che fare. Sanno toccare le corde giuste, riescono a provocare forti emozioni nelle vittime dei raggiri, mandandole fuori fase e ottenendo quello che vogliono.
Appello alla calma
Per questo occorre fare sempre molta attenzione e diffidare da ogni richiesta strana. L’ideale sarebbe mantenere la calma e minacciare di chiamare i carabinieri. E, una volta chiusa la telefonata, l’appello è quello d’informare subito le forze dell’ordine componendo il 112.
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