Gioco
San Miniato, la provocazione del titolare della storica macelleria: «Troppi ristoranti in 200 metri»
Andrea Falaschi tuona anche sul traffico: «L’attuale viabilità danneggia tutti. Il Comune non deve perseverare, c’è in gioco il futuro di chi lavora»
SAN MINIATO. «Meglio il cantiere in piazza del Popolo che avere la Ztl. Meglio perdere qualche posto auto, da recuperare magari in piazza Dante, e ripristinare piuttosto una viabilità di passaggio che fa tanto bene ai negozi di San Miniato». Può sembrare un paradosso, ma per chi vive di commercio certi aspetti non sono affatto dettagli. A lanciare la provocazione, non a caso, è Andrea Falaschi, titolare dell’omonima macelleria di via Conti (ormai prossima al traguardo dei 100 anni di attività), che non ha mai fatto mistero dei dubbi sull’istituzione della zona a traffico limitato.
«Una scelta che danneggia tutto e tutti» sostiene Falaschi, lamentando un calo di clientela di almeno il 10 per cento per la propria attività, «senza dimenticare che dall’istituzione della Ztl – dice – tre locali hanno già chiuso i battenti».
Da qui la provocazione: «Meglio il cantiere», che prevede appunto la sospensione della Ztl e l’istituzione di una viabilità che, a detta di Falaschi, potrebbe essere la soluzione migliore per San Miniato, al netto dei posti auto da recuperare, «perché permette di avere quasi tutta la piazza senza auto e via Ser Ridolfo pedonalizzata – dice – accontentando la necessità del “salottino a cielo aperto”, ma consentendo al tempo stesso una viabilità sostenibile».
Una soluzione che secondo Falaschi andrebbe presa in considerazione anche per il futuro, a cantiere ultimato, rimettendo in discussione la Ztl. «Perché non c’è cosa peggiore – dice – che accorgersi di aver sbagliato ma continuare a farlo per non doverlo ammettere».
A rendere «insostenibile» la Ztl sanminiatese, secondo l’esercente, è prima di tutto l’assenza di strade alternative e parcheggi adeguati, insieme al sistema di gestione dei servizi che ci sono, a cominciare dal Bastione. «Non si può presentare un servizio del genere che è stato fermo quattro mesi, dove non si sa mai quale ascensore prendere perché uno fa e l’altro no, senza dimenticare la percentuale di rischio di rimanerci dentro, visto che i vigili del fuoco sono intervenuti più volte. In pratica quello che abbiamo è gestito male ma anche se fosse il contrario non basterebbe».
Al di là delle strutture, infatti, a mancare secondo Falaschi è «una proposta di rivalutazione di San Miniato che non sia di semplice speculazione, perché non si possono far aprire solo ristoranti – dice – che alla fine finiscono per uccidersi a vicenda. Non siamo a Firenze, dove comunque non credo esistano 200 metri così zeppi di locali dove mangiare».
A questo si aggiunge la difficoltà di accesso che scoraggerebbe chi vuol salire. «Su tre salite principali – afferma Falaschi – via Aldo Moro è l’unica che non offre alcuna soluzione di parcheggio, nonostante sia quella indicata da Google Maps: in pratica si arriva e si deve tornare giù. Una bella rottura di scatole, a cui si aggiunge la scelta dell’amministrazione di multare le auto che entrano nella Ztl anche in uscita. Se passo col rosso al semaforo è giusto che prenda la multa, ma se mi accorgo di aver sbagliato e faccio retromarcia non mi puoi multare due volte. È solo un modo per far cassa. E le persone da fuori prendono nota e ci giudicano. Per questo penso sia giunto il momento di ripensare la Ztl, perché qui è in gioco il futuro di chi lavora a San Miniato».
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