Gioco
Pieraccioni show al Cineplex di Pontedera: battute, applausi e una Vespa in miniatura in regalo
Gag col sindaco Franconi: «Con questa sciarpa ti hanno votato?». Sale piene e accoglienza da stadio per il regista fiorentino che presenta il film “Pare Parecchio Parigi”
PONTEDERA. «Pare parecchio Pontedera». Così Leonardo Pieraccioni, ribattezza in omaggio alla folla di spettatori accorsa a incontrarlo al Cineplex, ieri sera alle 19, “Pare Parecchio Parigi”, il suo nuovo film che affronta a modo suo, con sentimento, sorriso e tanta toscanità, il tema della famiglia. Il comico e regista fiorentino torna in città come 27 anni fa, quando, per la prima volta, venne a presentare “Il ciclone” ed è subito festa. Battute, divertimento e grandi risate accolgono il protagonista della pellicola che si ferma in sala 5 e poi in sala 1, dove trova il sindaco Matteo Franconi a fare gli onori di casa. «Ma te davvero sei il sindaco?», gli dice. «E con questa sciarpa ti hanno votato?». E giù gag e paradossi che rallegrano l'atmosfera.
All'ingresso del multisala c'è il Vespa Club al gran completo, Franconi dona un modellino della Vespa, simbolo della città, e Pieraccioni risponde con il tocco sarcastico che lo caratterizza: «peccato, era meglio se fosse stata vera». E proprio sul gioco tra la verità e l'illusione si basa la sua ultima fatica. Favole e realtà. Un'impresa sognata che vale però tutto l'affetto che circonda una famiglia e il legame indissolubile che c'è tra genitori e figli. Perché il senso è raccontare una bugia ma a fin di bene. «Avevo nel cassetto questo film – aggiunge – da 14 anni. C'ho pensato perché era un po' audace e parla di famiglie scalcagnate».
Per esaudire il desiderio del vecchio padre malato, interpretato da Nino Frassica, di fare un viaggio nella capitale della Francia con i figli, tre fratelli (Pieraccioni, Chiara Francini e Giulia Bevilacqua), che non si parlano da tempo, fingono di partire con lui da Firenze a bordo di un camper che non uscirà mai dai confini di un maneggio, scatenando le ire di Massimo Ceccherini. Il film, da ieri nelle sale, anche pontederesi (prodotto da Levante e Rai Cinema, con 01 Distribution) si ispira alla storia vera dei fratelli Michele e Gianni Bugno che nel 1982 accontentarono il desiderio del padre di vedere Parigi ma non uscirono quasi mai dal loro podere. «In fondo chi è che non ha una famiglia sgarrupata?», chiede al pubblico. Ed ecco il momento di riflessione, quello più profondo che porta alla luce l'onda del sentimento, del volersi bene oltre le incomprensioni. Certo, si ride ma prevale l'importanza dei valori, della vita che ti mette davanti prove difficili, da superare magari con la fantasia. «Se faceste finta di portare il babbo a Pontedera forse non ci crederebbe – aggiunge – ma può bastare ritrovarsi per una pizza, un caffè o una telefonata». La gente applaude e avvolge Pieraccioni in un abbraccio costellato da selfie e video con i cellulari. «Vi ringrazio di cuore. Se il film vi piace – conclude – scrivete sui miei profili social che è bello, bello, bello. Se non vi piace scrivete su quelli della Francini. Anche Ceccherini avrebbe dovuto essere qui ma non ce l'ha fatta perché il venerdì insegna catechismo».
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