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Passione e mani d’oro i segreti di “Larone”: a 87 anni è il decano dei maestri carnevalai

di Giacomo Pelfer
Passione e mani d’oro i segreti di “Larone”: a 87 anni è il decano dei maestri carnevalai

Pierluigi Lari è diventato il “maestro” del Carnevale dei bambini di San Miniato Basso: «La gioia dei bimbi è la ricompensa più bella»

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SAN MINIATO BASSO. Tutto è iniziato grazie a Braccio di Ferro, nella prima edizione datata 1976, quando i volontari della Casa Culturale avevano noleggiato alcuni pupazzi di cartapesta dai carnevalai di Orentano. «C’era questo Braccio di Ferro a cui mancava una mano, proprio quella che regge il barattolo di spinaci. Bisognava ricostruirla e nessuno ci riusciva. Invece a me venne perfetta».

È così che Pierluigi Lari, per tutti “Larone”, è diventato da allora il “maestro” del Carnevale dei bambini di San Miniato Basso, impegnato da quasi mezzo secolo nella costruzione di carri e pupazzi in cartapesta o polistirolo, realizzati di anno in anno con la stessa identica passione. «Alcuni amici nel tempo hanno imparato e oggi sono più bravi di me, a cominciare dal presidente del carnevale Piero Mallia, mentre io non ho più la mano ferma di una volta» dice Lari, oggi 87enne, mentre a dispetto dell’età e del clima gelido di questi giorni lavora anche quest’anno agli ultimi frenetici preparativi, in vista della prima uscita in programma oggi pomeriggio.

«Questo carnevale l’ho visto nascere e non voglio vederlo morire» dice l’uomo, che sogna di poter festeggiare le nozze d’oro della manifestazione, iniziata 48 anni fa ma “ferma” alla 46ª edizione a causa delle due annate cancellate dalla pandemia. «Mi piacerebbe tanto arrivare al cinquantesimo» esclama Lari, ricordando di essere stato tra quei giovani genitori di San Miniato Basso che nel ‘76 misero su la prima edizione. «All’epoca alla Casa Culturale c’erano già la sala da ballo, il bar, la biblioteca e tutte le sedi delle associazioni – ricorda Lari -. “Ma per i bambini non si fa nulla?” ci chiese allora il presidente Angelo Gaetani. E così si iniziò, chiedendo agli amici di Orentano i primi consigli e qualche pupazzo di cartapesta da caricare sopra i rimorchi dei trattori».

Da allora Lari non ha mai saltato un anno, trascorrendo chissà quante ore a costruire, saldare, incollare, con l’obiettivo di far divertire i bambini. «Quando lavoravo al depuratore di San Romano e facevo il turno fino alle 22, invece di andare a casa mi fermavo alla stanza, da solo, anche fino alle 3 di notte, nonostante le inevitabili discussioni in famiglia».

Tanti i carri che “Larone” ha firmato nella storia del carnevale, molti dedicati ai personaggi dei cartoni animati, senza dimenticare il primo carro per bambini con disabilità costruito nel 2019, tutt’ora unico nel panorama dei carnevali italiani. «Ho solo un nipotino che ormai è grande, ma quando andava alle elementari è stato lui a suggerirmi alcuni carri, come quello di Masha e Orso e quello sui Minions”» ricorda l’uomo, che non fa mistero delle difficoltà sempre maggiori nel trovare persone disposte a dare una mano.

«Non è più come una volta – dice -: i genitori di oggi sono pieni di impegni e non ce la fanno, gli unici che possono darci una mano sono i pensionati, ma se non hanno iniziato quando erano genitori non ti seguono. Le cose da fare sono tante, soprattutto adesso con i nuovi vincoli che ci sono per la sicurezza». Una fatica che secondo “Larone” sarà sempre ripagata dai bambini: «Perché vederli felici è la nostra soddisfazione. È la paga più bella che si possa ricevere».


 

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