Sicurezza
Ponsacco, scoperta la città medievale durante i lavori, ma l’intervento per la nuova piazza prosegue: ecco come
Sorprendente ritrovamento archeologico a Ponsacco nel cantiere per la riqualificazione di piazza della Repubblica. ll cronoprogramma secondo il Comune non dovrebbe subire troppe modifiche: fine lavori a primavera
PONSACCO. Cantiere aperto, progetto definito, costi e tempistiche certi, ma nel calcolo non era prevista la storia. Anche i resti della Ponsacco medievale sono entrati improvvisamente nelle vicende del cantiere di Piazza della Repubblica, oggetto da mesi di una riqualificazione che ha fatto molto discutere per i comprensibili disagi alla viabilità e vivibilità del centro.
«Durante i lavori di rifacimento di piazza della Repubblica – dice la sindaca Francesca Brogi – ci sono stati ritrovamenti importanti per la storia della nostra cittadina. Il rifacimento della piazza è un obiettivo di mandato fondamentale, un progetto condiviso con la cittadinanza e con le associazioni di categorie e che fa parte del restyling del centro storico cominciato qualche anno fa».
Buona notizia per gli amanti della storia locale e per i tanti che vedono in tutto questo un innegabile elemento «atto a consolidare il senso di comunità», tanto per citare le parole di Marcella Giorgio, archeologa della Sovrintendenza all’Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Pisa e Livorno. Novità che sarà probabilmente accolta più tiepidamente dai tanti soggetti, a cominciare dalle rappresentanze dei commercianti, che in questi mesi avevano invece chiesto a gran voce un’accelerazione dei tempi. Con il rischio magari di chiudere un’opera significativa per la legislatura oltre i tempi della legislatura stessa, con le elezioni amministrative fissate probabilmente ai primi di giugno. Il cronoprogramma però, fanno sapere dal Comune, non dovrebbe subire troppe modifiche: si parla di fine lavori a primavera inoltrata. Sul fronte dei costi, poi, tutto dovrebbe rientrare nel milione e 300mila euro già previsti. Anche se tutto è appeso all’approvazione della variante che proprio in questi giorni è stata inviata alla Sovrintendenza.
«Una sorpresa inaspettata – dice Andrea Giannelli, che insieme a Chiara Giani ha seguito tutto l’iter per conto dell’ufficio tecnico del Comune, insieme al direttore dei lavori Alessandro Caponi –, Quando siamo arrivati ai sottoservizi, a 30-40 cm di profondità sotto la piazza, nella parte nord, abbiamo capito che le valutazioni archeologiche che pure avevamo fatto sulla base delle testimonianze disponibili non erano esatte. L’obiettivo della variante in corso, ora, è quello di far sì che le necessarie valutazioni storiche non rallentino i lavori, in modo da portare avanti il cantiere in parallelo».
Il ritrovamento di maggiore interesse storico-archeologico è sicuramente quello relativo ai resti della Porta Pisana e a un breve tratto di muratura della cinta urbana medievale. La porta è conservata con pochi filari in mattoni al di sopra della risega di fondazione ed è confermata nella datazione dalla “mensiocronologia dei laterizi” con la quale è costruita. «In pratica le dimensioni dei mattoni utilizzati per le mura, testimoniate dai tracciati dell’antica torre, ci dicono molto del periodo in cui tali manufatti sono stati realizzati – spiega l’archeologo Antonio Alberti, che ha seguito i lavori dal punto di vista scientifico insieme a Giulia Saviano, Alfonso Pugliese e Giorgio –. All’interno del perimetro della torre anche i resti dell’attività di un fabbro, che probabilmente è proseguita anche dopo il declino della fortificazione».
«La costante interlocuzione tra Comune e Sovrintendenza – ha detto Marcella Giorgio – ha consentito di instaurare una fruttuosa collaborazione. Tale cooperazione non solo ha consentito di gestire ogni fase del cantiere archeologico in armonia con le esigenze di valorizzazione urbana, ma ha mostrato un interesse condiviso teso alla salvaguardia di un pezzo importante e sconosciuto della storia cittadina. Tale volontà non solo ha consentito gli approfondimenti stratigrafici necessari a documentare e mettere in sicurezza i resti archeologici rinvenuti, ma troverà ulteriore proseguo nella valorizzazione della piazza, che recepirà parte della storia rinvenuta, nell’elaborazione finale dei dati archeologici rinvenuti e in future azioni di condivisione pubblica dei risultati degli scavi».
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