Sicurezza
Fucecchio, a scuola in bici con l’ex campione azzurro: ecco il ciclo-bus con sette bambini
Il curioso progetto di Stefano Boggia: «Ho iniziato con i miei due figli». E ora la ditta Daccordi farà una donazione per una rastrelliera alla Dante Alighieri per parcheggiare i mezzi
i Marco Sabia
Fucecchio Imparano ad andare in bici, si divertono, fanno amicizia: basterebbero questi tre particolari per fare un plauso all’idea dell’ex ciclista (e nazionale di ciclocross) Stefano Boggia, vercellese ma sanminiatese d’adozione (e per amore). Boggia, infatti, sta portando avanti un servizio tanto semplice quanto particolare: accompagna un gruppetto di sette bambini delle elementari ogni mattina a scuola, in bici; li va a prendere tutti e poi si dirigono alla Dante Alighieri di San Miniato Basso. Sono dotati di casco e pettorina di riconoscimento, perché comunque si trovano sulla strada. E sono diventati quasi dei personaggi nella frazione sanminiatese, perché gli automobilisti si sono abituati a vedere la mattina e all’ora di pranzo questa allegra brigata su due ruote fare su e giù lungo le strade di San Miniato Basso, per andare e tornare da scuola.
Un’iniziativa che va in direzioni molteplici. Dall’aspetto ambientale di ridurre il traffico di auto in giro per portare i bambini a scuola, nell’insegnare ai più giovani la difficile arte di stare in gruppo e rispettare le regole (in questo caso del codice della strada), passando per l’insegnamento che fare attività fisica come pedalare in bicicletta non può fare altro che bene all’organismo.
Adesso Boggia – che lavora in Daccordi, essendo sposato con Sena Daccordi, figlia del fondatore Luigi – può contare su una “squadra” di 7 bambini ma l’obiettivo è far crescer ancor di più il numero, in una sorta di contagio positivo che si trasmette pedalando. Un’idea che Boggia aveva da tempo e che adesso si è concretizzata: «Nel mio passato ho fatto un corso per direttore sportivo in Inghilterra e lì è normale vedere i bambini andare a scuola in bici, per cui mi ero ripromesso di fare lo stesso una volta tornato a casa. Ho iniziato coi miei due figli, poi da quest’anno alcuni genitori si sono avvicinati con entusiasmo e il gruppetto si è allargato».
Ma qual è il segreto di questo successo? «Alcuni genitori vogliono che i loro figli imparino ad andare in bici ma non hanno tempo di aiutarli, altri semplicemente desiderano che facciano movimento. Sto anche pensando di fare nel weekend dei corsi gratuiti per quelli che ancora non padroneggiano l’arte del pedale, tutto gratuitamente come il ciclo-bus».
In realtà Boggia ha regalato la pettorina a tutti e allo studio c’è una donazione da parte di Daccordi alla scuola di una rastrelliera dove appoggiare le bici. «È una bella soddisfazione – continua Stefano Boggia – anche se mi prende tempo. I bambini son contenti matti e io ogni giorno cerco di fargli fare un percorso diverso, magari dandogli indicazioni in inglese».
Il ciclo-bus, inoltre, risolve indirettamente anche un altro problema: «Se ci si pensa, ci vuol meno tempo pedalando che in auto ad arrivare a scuola e questo porterebbe tanti vantaggi: meno auto in giro, meno stress da traffico, minor inquinamento e più attività all’aria aperta per questi bambini. Se ci riescono in Inghilterra o nel Nord Europa – conclude Boggia – non vedo perché non possiamo farlo anche noi. Chi vuole unirsi al gruppetto è sicuramente il benvenuto». l
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