Gioco
Pontedera, lavori all’ospedale Lotti: parte la rimozione dell'amianto
Dovrà essere eliminato l’eternit sul tetto del padiglione F, intervento da 13 milioni
PONTEDERA. Tanti box prefabbricati all’interno del cortile dell’ospedale Lotti di Pontedera, quello che si affaccia su via Roma, e un’area di cantiere che si allarga giorno dopo giorno sono gli indizi sempre più concreti della metamorfosi che si sta compiendo al di là del cancello. E che portano diritti a un’opera imponente, dove ogni passaggio del percorso per arrivare a destinazione è tracciato.
L’Asl Toscana Nord Ovest ha infatti pubblicato, qualche giorno fa, un decreto per procedere all’affidamento dei lavori di bonifica che rimuovano, trasportino e smaltiscano le lastre di copertura in amianto del padiglione F, quello destinato a essere ricostruito e a ospitare il reparto di emergenza urgenza del complesso sanitario pontederese. Un intervento da 13 milioni, di cui cinque finanziati con il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) che è partito all’inizio di gennaio.
L’eliminazione delle parti di amianto che la società Ediltecnica di Bientina si appresta a realizzare per un importo di quasi 30mila euro, è allora un’azione propedeutica alla demolizione definitiva della struttura. Così come il movimento di ambulatori, medici e servizi che, in alcuni caso hanno già lasciato, in altri lo stanno facendo proprio in questi giorni, il padiglione F, è la premessa necessaria per la costruzione di nuove sale operatorie e di un’area di terapia intensiva. Perché di fatto, quest’edificio attaccato al pronto soccorso, che a breve saluterà l’ospedale per sempre, è piuttosto fatiscente. Sembra sgretolarsi, con pezzi di cemento mancanti e settori dall’aspetto davvero vissuto, con i quali il tempo non è stato affatto clemente. Ed è per questo motivo che non ospita pazienti e che è al centro di una rivoluzione in corso. Originariamente l’Asl Toscana Nord Ovest aveva pensato di riqualificarlo anche dal punto di vista sismico ma poi, dopo opportune verifiche, ha ritenuto più efficace abbatterlo e ricostruirlo ex novo. Ecco che ai 7, 5 milioni di euro già stanziati se ne sono aggiunti altri, legati al Pnrr. E dietro alla procedura dettagliata di assegnazione di ruoli, attività e funzioni che vale poco più di 4, 8 milioni di euro e che parte dalla progettazione e arriva all’esecuzione concreta della complessa operazione ci sono gli interventi che ne anticipano la fine. Con gli spostamenti di tutto ciò che il padiglione F conteneva che partono a ruota e che, per essere effettivi presuppongono ruspe e gru in azione, nuovi allacci della luce, adeguamenti degli impianti elettrici e la trasmissione dei dati da una zona all’altra.
Senza dimenticare i moduli prefabbricati presi a noleggio per un anno che accoglieranno, durante la parentesi dei cantieri, parte degli studi medici e degli ambulatori presenti nel vecchio complesso. Altri locali invece saranno spostati all’interno dell’ospedale. Un meccanismo dove ogni tassello deve incastrarsi alla perfezione fino ad arrivare all’inaugurazione del nuovo reparto che dovrà raggruppare strumentazioni e sistemi d’intervento in grado di rispondere in maniera tempestiva ed efficace ai pazienti che arrivano al Lotti in gravi condizioni e devono essere immediatamente assistiti, superando barriere architettoniche e logistiche. E nello specifico, la nuova vita del padiglione F si traduce in 17 ambulatori e spogliatoi da centinaia di posti oltre ovviamente alle sale operatorie. Così se il 2026 è il traguardo stabilito nelle linee del Pnrr e che dunque deve essere rispettato obbligatoriamente per ricevere i finanziamenti, per il momento le fasi dell’operazione stanno andando in scena passo dopo passo.
Sul nuovo reparto dialisi, che avrebbe dovuto essere pronto ormai da diverso tempo, intervengono i consiglieri comunali di Pontedera della Lega, Domenico Pandolfi e Michela Crespina, in polemica con i costi della sanità che poi ricadono sui cittadini. «Alla presenza di due consiglieri regionali in visita all’ospedale Lotti, la direzione sanitaria affermò che entro agosto il nuovo reparto di dialisi sarebbe stato pronto ma per precauzione si prese tempo fino a dicembre 2022. Siamo a gennaio e ancora i lavori tardano ad essere ultimati. Oltre a creare disagi ai pazienti che devono usare ancora i moduli container per i quali paghiamo da anni un affitto». Inoltre «con l allungarsi dei tempi aumentano i costi dei materiali e del cantiere con ricadute economiche per tutti ed il rischio che lo stanziamento del governo non sia più sufficiente.
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