Il Tirreno

Pontedera

La tragedia

Morto a 37 anni: a Capannoli una folla in lacrime per il saluto al “supereroe” Alberto – Video


	La folla all'esterno della chiesa di Capannoli e nel riquadro Alberto Salonicchi 
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La folla all'esterno della chiesa di Capannoli e nel riquadro Alberto Salonicchi 

Consulente immobiliare ed ex calciatore ha perso la vita nel giro di una settimana dopo aver accusato un malore improvviso nel cuore della notte

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CAPANNOLI. Una folla silenziosa immersa nelle lacrime. La chiesa di San Bartolomeo stracolma, il piazzale esterno gremito. La Valdera si ferma per l’ultimo saluto ad Alberto Salonicchi, morto a 37 anni nella serata di giovedì 11 gennaio in seguito a un malore improvviso accusato nel cuore della notte una settimana prima. Consulente immobiliare, ex calciatore, Alberto ha perso la vita per un aneurisma legato a una malformazione che i medici hanno scoperto essere presente dalla nascita, ma – come spiegato anche dalla cugina, Veronica Gabbani – praticamente impossibile da individuare. Alberto lascia il fratello Michele, due anni più piccolo, la madre Fabiola, titolare di un distributore di benzina a Selvatelle, nel comune di Terricciola, e la compagna Isabella, che era con lui in quei tragici secondi di giovedì 4 gennaio, quando nell’abitazione di Santa Lucia – alle porte di Pontedera – Alberto è andato in bagno dicendo di non sentirsi bene. Quello che inizialmente sembrava un banale malessere intestinale si è rivelato in un attimo un malore fatale: il 37enne cresciuto tra Capannoli e Terricciola ha perso i sensi e non si è più ripreso. In sette giorni di ricovero all’ospedale di Cisanello le sue condizioni disperate non sono migliorate nonostante lo sforzo dei medici, fino a quando il suo cuore ha smesso di battere. Una disgrazia improvvisa che ha sconvolto le tantissime persone che conoscevano Alberto Salonicchi, il ragazzone dal sorriso buono che sabato 13 gennaio è stato salutato per l’ultima volta da centinaia di amici e conoscenti. 

Il “Supereroe”

All’esterno della chiesa di San Bartolomeo prima dell’inizio del funerale è stato affisso dagli amici di Alberto uno striscione che recita: “I veri eroi non sanno di esserlo. Orgogliosi di te”. All’arrivo del feretro hanno risuonato le note della canzone “Supereroi” di Mr. Rain. E poi la citazione di alcuni passaggi de “La Cura” di Franco Battiato da parte di don Roberto Malizia, che ha celebrato la funzione insieme a don Marco Paoli.

La lettera degli amici

Tra le varie testimonianze per omaggiare Alberto, c’è anche quella dei tre amici Leonardo, Josia e Matteo. Leggono una lettera dall’altare trattenendo a fatica le lacrime. «Eri un trascinatore, amante della vita», e ancora: «La tua bontà era disarmante, niente riusciva a scalfire quel sorriso stupendo sul tuo volto. Grazie Alberto, ci hai regalato gioie e risate». 

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