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Pontedera, vandalismi, violenze e rifiuti in strada: «Qui non stiamo tranquilli»

di Paola Silvi
Pontedera, vandalismi, violenze e rifiuti in strada: «Qui non stiamo tranquilli»<br>

La denuncia I residenti delle vie Mameli, Stefanelli e Saffi. Non c’è pace per quest’area a due passi dal centro storico pontederese dove i disagi tornano a ripetersi

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Pontedera I finestrini dell’auto nera, in sosta, sono frantumati e le gomme tagliate. Ma non è neppure la prima volta che succede. Altri mezzi, nei mesi passati, sono stati danneggiati e colpiti. Capita poi, ancora più spesso, di vedere i muri delle case trasformarsi in orinatoi e i marciapiedi in mini discariche a cielo aperto, pieni di cocci di bottiglie e pezzi di vetro. Con i rumori e gli schiamazzi notturni invece va decisamente meglio.

«Ad andare peggio, per frequenza e pericolosità, sono gli atti vandalici alle auto, la presenza di rifiuti organici sparsi un po’ ovunque e le tentate aggressioni», raccontano i residenti di via Mameli, via Stefanelli, via Tosco Romagnola e via Saffi all’indomani dell’ennesimo episodio che ha coinvolto una macchina parcheggiata nella zona e ridotta in pessime condizioni. «Qui non si sta tranquilli – dicono –, abbiamo la sensazione di non essere al sicuro».

Non c’è pace per quest’area a due passi dal centro storico pontederese dove i disagi tornano a ripetersi. Era il dicembre del 2021 quando per la prima volta gli abitanti del quadrilatero in questione alzarono la voce e chiesero aiuto. Iniziarono una raccolta firme e si costituirono nel comitato “Nessun dorma”. Al centro dei problemi c’erano principalmente le urla e le risate sparate al massimo dei decibel di chi frequentava i locali del quartiere. Gli abitanti erano esasperati dal caos. Non riuscivano a chiudere occhio e la mattina le strade testimoniavano incuria e sporcizia. Nelle ore notturne andavano in scena litigi tra ragazzi, scorribande di auto e varie suoni che testimoniavano botte ai portoni e agli sportelli delle auto.

«Sotto questo aspetto – aggiungono i residenti – le difficoltà si sono ridotte notevolmente. Ma continuiamo ad assistere a situazioni di rischio. Dalle 21 le strade sono deserte per poi ripopolarsi a tarda notte. Con circostanze ai limiti della decenza. È accaduto che una signora, rientrando tardi dopo il turno di lavoro, assistesse a un tentato scasso di un’auto non andato a buon fine solo perché d’istinto ha avuto la reazione di urlare e ha messo in fuga i malintenzionati. E poi c’è stata l’aggressione a un ragazzo, circondato e minacciato per rubargli il cellulare. Periodicamente avvengono casi destabilizzanti che ci preoccupano».

Il livello di ansia e di frustrazione di chi vive in quelle strade resta alto. E se per il momento il comitato è in stand by, esterno al dedalo di queste segnalazioni, l’appello alla sicurezza e al decoro che lanciò ormai due anni fa è comunque attuale. «La sensazione che percepiamo – insistono – non è piacevole. Siamo sempre sul chi va là. Le proposte che il comitato fece hanno tutt’ora validità e senso». E, nello specifico, le soluzioni per chi abita in queste vie, da tempo nell’occhio del ciclone, potrebbero riguardare «la predisposizione di qualche telecamera – concludono – e magari un aumento di sorveglianza e vigilanza durante la notte così da ritrovare un equilibrio e non sentirsi spesso in balia degli eventi. Perché qui non si tratta più di malamovida, forse si sta andando verso qualcosa di più complicato. Chi compie queste azioni non è il ragazzo che magari ha bevuto un po’ troppo, ma qualcuno che aggira la legge».

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