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Bientina, undici alloggi con spazi condivisi: «È il primo palazzo di comunità, ecco come funziona»
Nell’edificio anche una sala per iniziative, car sharing e laboratorio. Per l’assegnazione criteri economici e le valutazioni di una commissione di psicologi e assistenti sociali
Bientina Undici alloggi autonomi, con camere, cucine e bagni. Ma anche una serie di spazi da condividere: dal laboratorio per le piccole riparazioni, a un locale per feste e iniziative, fino all’utilizzo di un’auto elettrica a disposizione degli inquilini. Un progetto innovativo di cohousing che sta per concretizzarsi a Bientina e sarà il primo in assoluto in Toscana. Il percorso per arrivare alla pubblicazione del bando, prevista a giorni, è stato decisamente tortuoso, visto che l’inizio dei lavori per realizzare l’immobile in via Nilde Iotti risale al 2016. Ma ora gli intoppi che hanno rallentato il progetto sperimentale finanziato con circa 2 milioni di euro dalla Regione (che ha coperto dal punto di vista economico l’intera operazione) , sono in archivio. E nel corso del 2024 undici famiglie andranno a vivere nell’edificio caratterizzato dalla condivisione. In quest’ottica il bando è stato scritto seguendo un doppio binario. Da una parte ci saranno i “soliti” requisiti relativi alla condizione economica e sociale della famiglia in questione (questa parte sarà gestita in collaborazione con Apes): Isee non superiore a 16.500 euro, assenza di una casa di proprietà nel raggio di cinquanta chilometri, non avere un’auto immatricolata negli ultimi cinque anni con potenza superiore a 80 Kw (110 cv), eventuale presenza di disabili, ecc.
Ma per garantire la realizzazione del progetto «e quindi promuovere una comunità di persone che condividono la gestione di spazi e un contesto condiviso» il Comune di Bientina ha stabilito di valutare «ulteriori requisiti di condivisione del progetto. Gli inquilini dovranno compartecipare alla gestione non solo del condominio per quanto riguarda le spese generali e le parti comuni (ordinaria manutenzione e pulizia di scale, pianerottoli, ascensore, aree esterne di pertinenza), ma potranno anche essere coinvolti nelle attività di laboratorio, babysitting, car sharing e quanto altro venga realizzato nel tempo dall’amministrazione attraverso l’ente gestore e o altri soggetti».
Insomma, al di là dei dati oggettivi, ci sarà spazio anche per una valutazione soggettiva dei “concorrenti” da parte di un’apposita commissione formata da psicologi e assistenti sociali, che vaglierà alcuni indicatori come la storia abitativa, lavoro e formazione, situazione reddituale e debitoria, condizioni personali, consapevolezza e motivazione, risorse personali e di rete, esperienze di partecipazione e integrazione sociale; e in generale le potenzialità complessive del nucleo per la buona riuscita del progetto di cohousing.
Ovviamente gli inquilini non dovranno fare tutto da soli, ma potranno contare sui “tutor”: “Per i primi cinque anni – spiega il sindaco Dario Carmassi – saranno supportati nella gestione della condivisione da una cooperativa. È un progetto nel quale crediamo molto e che rappresenta un’innovazione a livello toscano. Dei cinque finanziati dalla Regione, il nostro è il primo a concretizzarsi. Peraltro l’immobile in questione, oltre ad essere stato pensato con l’obiettivo di favorire l’aggregazione, la socializzazione e lo spiriti di iniziativa, è all’avanguardia sul piano della sostenibilità ambientale».
Il bando, già approvato dalla giunta, sarà pubblicato intorno alla metà di gennaio e da quel momento ci saranno un paio di mesi per presentare le domande. l
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