Sicurezza
A Montecastello il presepe è ovunque: in settanta espongono per le strade del paese
La sfida creativa: «Perché volevamo lanciare un messaggio di pace e speranza».Domenica 7 gennaio ultimo giorno per votare le varie Natività installate per le vie
Pontedera Alberto Lombardi sorride soddisfatto. Cercava qualcosa di originale, che potesse resiste alle intemperie e che fosse in grado di realizzare da solo. Così, a 10 anni, sul muretto vicino casa, ha disegnato con i gessetti la Natività. Per Annarosa Mannucci invece il presepe doveva ricordare le persone che se ne sono andate e che non potranno più festeggiare il Natale. Ha scelto di ricordale simbolicamente, coni tenerezza, attraverso personaggi creati con le mascherine chirurgiche. E poi ci sono il bue, l'asinello, Gesù bambino, Maria e Giuseppe fatti con i sassi da Cristina Baldereschi. Altri realizzati con il cartone o con i fili di cotone. Marcella e Silvano Biondi hanno aggiunto anche un carrarmato che però spara fiori e soldatini con fucili da cui escono piccole rose.
«Perché volevamo lanciare – dicono – un messaggio di pace e speranza». Sono solo alcuni degli oltre 70 presepi esposti a Montecastello, frazione di Pontedera. In media uno ogni cinque abitanti. Artistici, artigianali ma tutti rigorosamente nati da materiali di riciclo. Presepi che spuntano dai vasi, posizionati su un muretto, sui balconi, sulle scale esterne di casa, dentro barattoli di vetro. Piccole Betlemmi nei cesti, nei vassoi, nelle padelle, nei nidi degli uccellini e dipinte su tela. Celebrano lo spirito del Natale, ma anche i legami di una comunità che mostra con orgoglio il frutto del suo lavoro. Un lavoro collettivo che corre lungo le strade e racconta la voglia di stare insieme e di condividere un progetto iniziato nel 2016. «Quando – spiega Monica Tempesti, fra le organizzatrici – abbiamo debuttato con l'idea degli addobbi "riciclosi" e del concorso dei presepi. Eravamo un gruppetto di otto signore e ci riunivamo il giovedì per pensare e realizzare queste creazioni. Ci chiamavano “le streghe del giovedì”. Ora siamo rimaste solo in due, io e Sara Fadda, conosciute da tutti in paese sempre come le streghe della pro loco». Senza scopa né mantello nero ma con passione e tanta dedizione, Monica e Sara coordinano “La via dei presepi”, che torna dopo gli anni di stop a causa del Covid e la relativa gara che in serata chiuderà definitivamente i battenti. Da domani si saprà quale Natività sarà stata votata come la più bella, la più originale e ovviamente la più riciclosa. Conto alla rovescia dunque e ultimo giorno per recarsi alle urne, per una rassegna variopinta che parla di fantasia e storia paesana. Perché se è vero che fare il presepe è una tradizione e succede in tante altre città, averne così tanti in un piccolo borgo è davvero una magia natalizia. E la rappresentazione della Madonna, di San Giuseppe e il bambinello riesce nel miracolo di mettere insieme passato, presente e futuro. «Da quest'anno – spiega Monica - Montecastello è presente anche nei percorsi del circuito nazionale "Terre di presepi". Le persone hanno potuto esprimere la loro preferenza nei locali dietro l'albero di Natale, ovviamente addobbato con le cassette della frutta e le retine degli agrumi come fiocchi, all'insegna del riutilizzo degli scarti e dei rifiuti, in piazza Malaspina. Quest'edizione verrà ricordata per la grande partecipazione degli abitanti e per i molti visitatori». l
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