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Pontedera, trovato morto storico volontario della Misericordia: non rispondeva al telefono da giorni poi la tragica scoperta
L'uomo è stato stroncato da un malore, il ricordo commosso dei colleghi e del governatore Matteo Leggerini
PONTEDERA. Per oltre 40 anni aveva varcato la soglia della Misericordia. Non c'era giornata, feriale o festiva, in cui non prendesse servizio. Prima come dipendente, poi, quando è andato in pensione, come volontario. Arrivava, indossava il giaccone della divisa giallo-ciano e si metteva a disposizione. Ma da un paio di giorni non si faceva vedere in sede. Non rispondeva al telefono. I volontari dell'arciconfraternita hanno dato l'allarme. Il governatore Matteo Leggerini ha chiamato il figlio e insieme si sono precipitati sotto casa sua in via Longo, nel quartiere di Fuori del Ponte. E l'hanno trovato senza vita. E' morto così, nel suo appartamento, probabilmente per un malore improvviso dovuto all'età, Giuseppe Biasci, di 83 anni. Una voce gentile, un uomo affabile che tanti in città hanno avuto modo di conoscere. Proprio lui che ha passato decenni ad aiutare gli altri non ce l'ha fatta. E se n'è andato in silenzio, senza disturbare. «All'inizio – raccontano dalla Misericordia – abbiamo notato la sua assenza ma non ci siamo particolarmente preoccupati. Vuoi il periodo natalizio, da trascorrere con un po' di tranquillità in più, vuoi i normali acciacchi dell'età, i motivi di questa lontananza potevano essere vari e tutti giustificati. Nella mattina di mercoledì 3 gennaio invece sono venuti in sede alcuni suoi vicini e ci hanno segnalato che la sua macchina era ferma, parcheggiata davanti il condominio, da un paio di giorni. Questa cosa ci è suonata strana e ci ha messo in ansia».
Nella stessa serata, verso le 18, Leggerini, il vice Pier Luigi Masi e il figlio Roberto sono andati all'appartamento di Giuseppe. Hanno aperto la porta e sono piombati nello sconforto. Una scena alla quale non avrebbero mai voluto assistere. «Giuseppe – dice il governatore – era alla Misericordia dagli anni Ottanta, assunto come dipendente. Nel tempo ha svolto diversi ruoli e diverse mansioni. È maturato in associazione, esperienza dopo esperienza. Ha fatto il guardiano notturno in sede e, successivamente, l'autista delle ambulanze. Da pensionato però ha continuato a dare una mano. Era sempre disponibile. Ultimamente guidava il pulmino e i mezzi dell'arciconfraternita per accompagnare gli anziani o chi ne aveva l'esigenza alle visite mediche».
Giuseppe insomma rispecchiava esattamente lo spirito della Misericordia. Presente, gentile e sorridente. C'era nei momenti di festa, c'era negli attimi concitati dell'emergenza e delle necessità. «Un punto di riferimento per tutti noi», aggiunge Leggerini. Le bandiere dell'associazione di volontariato sono a mezz'asta in segno di lutto. Rispetto per un signore riservato ma sempre pronto a stare in compagnia, innamorato del mondo del volontariato. «Perdiamo una persona con cui condividevamo quotidianamente gioie e preoccupazioni. Che aveva fatto della gratuità e della solidarietà non solo un lavoro ma una missione. Rivolgiamo le nostre più sentite condoglianze ai familiari», conclude il governatore, anche a nome dei colleghi giovani e meno giovani di Giuseppe. Biasci lascia i figli Roberto e Daniela e i nipoti Viola e Marco.
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