Il Tirreno

Pontedera

L’impresa

Il giro del mondo dei prof in moto: «In sette mesi visitati sedici stati»

di Paola Silvi
Alcune foto del viaggio lungo oltre sette mesi di Serena Baroncini e Francesco Ciccarello
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Alcune foto del viaggio lungo oltre sette mesi di Serena Baroncini e Francesco Ciccarello

Pontedera: lui insegna al Marconi, lei al Fermi e insieme sono in viaggio da maggio

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PONTEDERA. Phileas Fogg, il protagonista dello storico romanzo di Jules Verne, fece il giro del mondo in 80 giorni. Serena Baroncini e Francesco Ciccarello, due professori di Pontedera, lei docente di matematica all’istituto superiore Fermi, lui di telecomunicazioni ed elettronica all’Iti Marconi, ci hanno messo un po’ di più. Per l’esattezza sette mesi e mezzo, usufruendo delle ferie e delle aspettative non retribuite, ma, in sella a una moto, hanno percorso ben 50mila chilometri, attraversato 16 stati, toccato quattro zone climatiche e contato 108 paralleli. «Il nostro viaggio – raccontano – è iniziato il 23 maggio da Roma. Rientreremo il 3 gennaio e l’8 saremo a scuola».

Di nuovo in cattedra dopo una scelta di vita, il coronamento di un sogno, un tour spirituale, sociale e culturale, senza mete rigide da raggiungere e troppe limitazioni. «Spostarsi per tutto questo tempo – continuano i prof – è anche un esercizio mentale. Durante il percorso ci siamo resi conto delle nostre forze, e che, anche economicamente, potevamo proseguire. Così abbiamo continuato».

Coraggio, determinazione, passione per le due ruote e uno spirito d’avventura fuori dal comune che li ha sostenuti giorno dopo giorno. «Ogni mattina – spiegano – ci svegliavamo e non sapevamo dove dormire, dove mangiare. Ma non siamo miliardari, abbiamo scelto di utilizzare per la notte quasi sempre la tenda e di cucinarci da soli i pasti. Siamo stati ospitati a volte da famiglie che abbiamo conosciuto lungo la strada, altre volte in bed and breakfast locali, a basso costo e questo ci ha permesso di approfondire le usanze e le abitudini dei posti che via via visitavamo».

Da Panama al Canada, dagli Stati Uniti al Messico, Serena e Francesco hanno assaporato i cambiamenti, collezionato emozioni, fotografato ricordi che rimarranno indelebili. «Abbiamo visto la biodiversità – dicono – e come si trasforma il mondo da nord a sud. Solo in America si passa dagli orsi polari ai pinguini. Ci siamo svegliati con le scimmie, un caldo tropicale, il suono dei tucani e dei pappagalli ma abbiamo sperimentato anche i quattro gradi del subantartico. Abbiamo assaporato la vastità degli spazi e macinato 600 chilometri nell’infinito della Pampa dove c’eravamo noi, una striscia d’asfalto, la prateria intorno e il vento. Poi le foreste di conifere dove lo sguardo corre nell’immensità».

Ma è in Messico che hanno lasciato un pezzettino del loro cuore. «A Puerto Escondito – aggiungono – abbiamo ricercato i luoghi dell’omonimo film di Salvatores, un mito della nostra adolescenza ma ci hanno colpito anche l’imponenza delle piramidi Maya e la grandezza di Città del Messico».

E la loro impresa, un mix di sfide e libertà, ha radici lontane. «Il nostro obiettivo è girare il mondo in moto. 14 anni fa è stata la nostra prima occasione. Siamo andati in Albania. Da lì abbiamo scoperto l’Europa. Il viaggio di nozze invece – ripercorrono le tappe – è stato in Armenia, in Georgia e in Turchia. Subito dopo l’Asia centrale fino alla Cina e ancora dall’Alaska alla California. In Canada abbiamo lasciato la moto convinti di ripartire l’anno successivo. Ma la pandemia ci ha fermati. Nel 2023 abbiamo deciso allora di concludere quello che avevamo iniziato».

All’appello mancano solo l’Australia e la Nuova Zelanda ma i 45enni pontederesi non demordono. E uniscono l’utile al dilettevole. Perché mentre sono in viaggio tengono un vero e proprio diario di bordo che si traduce in articoli per riviste specializzate in moto francesi, inglesi e australiane. «Serena fa i video e le foto, io scrivo i testi – conclude Francesco –. Così riviviamo quello che abbiamo provato».

I due sono a Buenos Aires, in Argentina, ma stanno per archiviare l’ennesimo giro e riabbracciare i parenti e gli amici.

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