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Ospedale di Pontedera, traslochi al via: dopo Befana ruspe al lavoro

di Paola Silvi
Ospedale di Pontedera, traslochi al via: dopo Befana ruspe al lavoro

Prima di demolire il padiglione F trasferiti 13 ambulatori. La nuova area riservata al pronto soccorso prende forma

29 dicembre 2023
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PONTEDERA. “Eppur si muove”, diceva Galileo Galilei riferendosi alla Terra. E la frase pronunciata dal celebre scienziato pisano davanti al Tribunale dell'Inquisizione calza a pennello anche per descrivere la rivoluzione in corso all'ospedale Lotti di Pontedera. O almeno il movimento di ambulatori, medici e servizi che, in alcuni casi stanno lasciando, in altri lo faranno a breve, il padiglione F. Perché non solo il tanto atteso cantiere è partito ma la rotazione di locali e la serie di traslochi in corso o in procinto di partire fanno da spartiacque tra un prima e un dopo.

Tra un passato che racconta edifici vissuti e in alcune parti fatiscenti e un futuro che concretizza i progetti e prospetta una metamorfosi all'insegna della modernità e di strumentazioni e sistemi d'intervento in grado di fornire una decisiva risposta per pazienti. Così in questi mesi sta andando in scena la svolta che vede protagonista la realizzazione del padiglione F, quello destinato a essere ricostruito e a ospitare il reparto di emergenza urgenza del complesso sanitario di via Roma. Un intervento da 13 milioni, di cui cinque finanziati con il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) che preannuncia nuove sale operatorie e un'area di terapia intensiva.

Al centro di polemiche politiche poco più di un anno fa per l'allarme lanciato da Fratelli d'Italia sulle instabili condizioni dell'edificio, il padiglione F è inutilizzato da tempo. Originariamente l'Asl Toscana Nord Ovest aveva pensato di riqualificarlo anche dal punto di vista sismico ma poi, dopo opportune verifiche, ha ritenuto più efficace abbatterlo e ricostruirlo ex novo. Ecco che ai 7,5 milioni di euro già stanziati se ne sono aggiunti altri, legati al Pnrr. E dietro al percorso dettagliato di assegnazione di ruoli, attività e funzioni che vale poco più di 4,8 milioni di euro e che parte dalla progettazione e arriva all'esecuzione concreta della complessa operazione ci sono gli interventi propedeutici alla demolizioni. Con gli spostamenti che partono a ruota e che, per essere effettivi presuppongono ruspe e gru in azione, nuovi allacci della luce, adeguamenti degli impianti elettrici e la trasmissione dei dati da una zona all'altra.

In primis allora si stanno trasferendo gli studi medici e i 13 ambulatori presenti nel vecchio edificio. Alcuni di questi saranno collocati nei box e nei moduli presi a noleggio per circa un anno, altri troveranno spazio in ambienti diversi. Poi, a seguire toccherà alla mensa stabilizzarsi nei locali dell'ex cucina e alle tecnologie sanitarie trovare posto al piano terra del padiglione C. Anche in questo caso, sono messi nel conto i lavori di demolizione e rifacimento dei pavimenti, le intonacature, gli impianti idrico-sanitario, di riscaldamento e di climatizzazione estiva. Senza dimenticare gli infissi e l'elettricità. Lo spogliatoio presente nel padiglione F sarà invece traslato nelle stanze lasciate libere dalla mensa mentre il deposito delle tecnologie sanitarie sarà accolto nell'area del magazzino della dialisi. Un meccanismo complesso che, come in ogni risiko che si rispetti, richiede incroci e scambi funzionali, compreso un collegamento provvisorio al padiglione I.

Ma ancora prima dell'effettiva demolizione ci sarà la fase di rimozione della copertura fatta di amianto del padiglione F. 900 metri quadrati di materiale fibroso da togliere e smaltire. Tasselli nella mappa dei cambiamenti che stanno andando in scena passo dopo passo. Ma alla fine dell'intera operazione, che vedrà la conclusione entro e non oltre il 2026, termine ultimo da osservare obbligatoriamente perché stabilito nelle specifiche del Pnrr, nasceranno anche nuovi spogliatoi e ben 17 nuovi ambulatori. Un cambio di look che arriverà in più step ma che, almeno in questi mesi, sta camminando parallelamente agli ultimi ritocchi al nuovo centro dialisi. Una coppia di reparti, quello di emergenza-urgenza e della dialisi su cui da tempo i pontederesi raccolgono indizi e sperano che diventino realtà.

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