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Terme di Casciana, futuro incerto: lavoratori in sciopero. Ecco quando 

Terme di Casciana, futuro incerto: lavoratori in sciopero. Ecco quando&nbsp;<br>

Prosegue lo stato di agitazione dopo l’incontro tra sindacati e Regione. A breve ci sarà un’altra giornata di astensione dal lavoro la cui data deve essere ancora stabilita

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Casciana Terme Lari Non si placano le difficoltà alle Terme di Casciana. I sindacati, infatti, annunciato uno sciopero per domani, aderendo all’astensione dal lavoro indetta a livello nazionale, ma ne annunciano anche un’altra la cui data deve essere ancora definita.

Dopo lo stato di agitazione proclamato a settembre da Filcams Cgil e Uil-Tucs per il personale dei Bagni di Casciana, le organizzazioni Sindacali avevano richiesto una nuova urgente convocazione del Tavolo regionale di coordinamento e confronto permanente sulle terme. «Da allora più di due mesi sono passati senza che la Regione attivasse il confronto con i sindacati – spiegano i rappresentanti dei lavoratori –. In questo periodo le poche novità sono arrivate a mezzo stampa. Prima la notizia, a ottobre, del decreto del presidente regionale, Eugenio Giani, con cui si spostavano le competenze tecniche sulle società partecipate termali alla direzione generale della giunta regionale, poi il comunicato del Comune di Casciana Terme Lari il 28 novembre in cui l’amministrazione descriveva i nuovi percorsi pensati dalle Istituzioni per arrivare alla riassegnazione del patrimonio societario di Terme di Casciana spa».

Poi l’11 dicembre le sigle sindacali e le rappresentanze dei lavoratori hanno potuto incontrare Regione e Comune per avere un aggiornamento ufficiale su quanto accaduto negli ultimi settanta giorni e sulle prospettive per i prossimi mesi, ma i modi, i tempi. Ma i contenuti del confronto hanno fatto capire come «le preoccupazioni già espresse con lo stato di agitazione fossero non solo confermate, ma addirittura rafforzate. In un incontro in videoconferenza di appena mezz’ora, l’assessore regionale Ciuoffo ha comunicato che per ottenere il via libera alla chiusura della liquidazione di Terme di Casciana spa, operazione necessaria per il passaggio al Comune del 100% delle quote della controllata Bagni di Casciana spa, i due mutui attualmente in carico dovranno sostanzialmente essere saldati tutti a breve attraverso la vendita del Palazzo Storico delle Terme e di Villa Borri».

Secondo i sindacati, «mentre per il primo il Comune ha già confermato il suo interesse all’acquisto, cosa che allenterà un po’ la tensione finanziaria sulle società partecipate, per la seconda non sono noti interessamenti da parte di acquirenti privati». Da qui le «forti perplessità rispetto alla possibilità di reperirne» espresse da Cgil e Uil». Non solo, perché i sindacati si dimostrano ancora più preoccupati: «Nessuno sconto sugli affitti arretrati, nessun abbassamento dell’affitto attuale, nessun aumento del valore della convenzione sanitaria. Per un’azienda che, nell’ultimo bilancio approvato solo poche settimane fa, ha dovuto dar fondo a quasi tutto il proprio capitale sociale, l’ennesima chiusura da parte della Regione appare come un’ulteriore spinta verso il baratro della messa in liquidazione».

Una preoccupazione condivisa dai lavoratori dei Bagni di Casciana i quali, in una recente assemblea, hanno ribadito le motivazioni dello stato di agitazione di settembre e hanno deciso di dare seguito allo stesso con l’avvio di una mobilitazione che comincerà dall’adesione convinta allo sciopero nazionale di domani, proclamato per il mancato rinnovo del contratto nazionale di settore, e che proseguirà con un’altra giornata di sciopero la cui data verrà decisa nei prossimi giorni. l

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