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Morto a 41 anni nello scontro frontale, s’indaga sulla dinamica: cosa c’è da chiarire
Violento scontro tra due auto vicino alla Bonifica lungo la strada 439 a Lajatico. Lunghe manovre per cercare di rianimare la vittima. Cosa è successo su quel rettilineo?
LAJATICO. La partenza di buon mattino da un paese del comune di Pomarance per raggiungere l’ospedale Lotti di Pontedera. La coppia di settantenni si mette in strada perché la donna deve fare dei controlli medici. Il viaggio è quello di sempre lungo la 439, una lingua tortuosa d’asfalto che attraversa la Valdicecina sfociando in Valdera. Curve, salite, discese, carreggiata stretta e con tanti avvallamenti che diventano buche. Finalmente, però, verso la Bonifica il tragitto si fa più dolce. Ma è poco prima che succede l’incidente in cui perde la vita un 41enne di origini albanesi, residente a Calcinaia. E vicino al podere I Sorbi, lungo un rettilineo, che l’auto su cui viaggia la coppia si scontra frontalmente con un altro veicolo.
Pezzi di carrozzeria sparsi ovunque. Segni inequivocabili di un incidente drammatico. Gli anziani intrappolati nell’abitacolo. Stessa scena nell’altro con Edmond Zero e una donna al suo fianco. Per lui, però, la situazione è difficile. Non reagisce, è immobile. E i soccorritori capiscono subito che c’è da correre. I vigili del fuoco del distaccamento di Saline cominciano a tagliare le lamiere, a piegare gli sportelli e a rompere i vetri per estrarre le persone coinvolte. Mentre la polizia municipale di Peccioli e i carabinieri di Terricciola gestiscono il traffico interrompendo la circolazione. Siamo nel punto in cui i confini dei territori di Lajatico e Volterra si avvicinano. La direttrice è quella che porta a Saline di Volterra. Il transito dei mezzi pesanti è notevole ogni mattina. E questo stop crea disagi a chi è costretto a fermarsi.
Ma sull’asfalto si lavora in maniera incessante. La coppia viene inviata all’ospedale Cisanello di Pisa con l’elisoccorso. L’altra donna non sembra avere ferite gravi. Ma per il 41enne la situazione è disperata. In quel momento, tra le auto in attesa di ripartire ci sono due sanitari che gli praticano il massaggio cardiaco per venti lunghissimi minuti. La speranza è quella di vederlo reagire. Di avere un cenno di vita che, invece non arriva. Quando sul posto giungono i mezzi allertati dalla centrale del 118 viene fatto anche il tentativo di rianimarlo con il defibrillatore. Anche in questo caso il tempo sembra fermarsi. Chi guarda da vicino trattiene il fiato e incrocia le dita. Ma poi tutto si fa meno convinto. Intorno al corpo steso in mezzo alla carreggiata si comincia a scuotere le teste. E gli sguardi si abbassano. È il momento della costatazione del decesso in attesa della rimozione della salma che avverrà di li a poco.
Intanto si va avanti con i rilievi. I carabinieri sono in appoggio alla Municipale. Ma il quadro non è chiarissimo e occorreranno ulteriori valutazioni per appurare le responsabilità di uno scontro che ha destato impressione per la violenza dell’urto quando erano passate da pochissimo le 8,30 di ieri. Probabilmente c’è stata distrazione in un punto dove la visuale non manca, ma la strada comunque stretta non aiuta di certo a evitare eventuali errori alla guida. Di sicuro qualcuno ha sbagliato finendo addosso all’altra auto e causando una tragedia.
Per l’uomo partito dalla zona di Pomarance si profila l’accusa di omicidio stradale. Una prassi in casi del genere in attesa di accertare come si sono svolti i fatti. Un atto formale e sostanziale al tempo stesso che, però, non consentirà ai familiari di Edmond Zero di poter riavvolgere il nastro e metterlo in guardia dai pericoli di una strada che, negli anni, ha visto morire troppe persone.
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