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Pontedera

Il caso

Famiglia assediata da un hacker, rubati profili social e denaro: «Ci perseguita, siamo disperati»

di Paola Silvi

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Pontedera, quattro denunce alla polizia in otto mesi da un padre con due figli disabili: «Non possiamo avere nemmeno una casella mail»

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PONTEDERA. Hanno dovuto cambiare vari telefoni, staccare la linea wi-fi e ripristinare più e più volte i loro profili social. Hanno subìto sottrazioni di denaro, oltre a un lunghissimo elenco di messaggi tra ingiurie e minacce. Un padre e i suoi due figli disabili, da diversi mesi, sono perseguitati da un hacker e vittime di una vera e propria forma di stalking. Tanto che hanno già presentato, da maggio, quattro denunce contro ignoti alla polizia postale di Pisa e speso centinaia di euro ma «nonostante la situazione – racconta l’uomo – sia estremamente complicata, non abbiamo ancora ottenuto alcun risultato».

Un attacco che mette a dura prova la famiglia, alle prese con continue violazioni nella sfera privata e disagi. «Non riusciamo a proteggerci. Siamo stressati e disperati – dice – perché questo pirata informatico non ci dà tregua e, tanto per fare qualche esempio, non consente neppure a mio figlio minore di avere una casella email, un numero di telefono a cui può essere contatto mentre sta cercando lavoro».

Ma questa è solo la punta dell’iceberg di una serie di problemi e complicazioni ben più gravi. «Ho denunciato quattro volte – ripercorre le tappe – poiché i nostri profili, una ventina quelli su Facebook e 18 su Instagram, sono stati cancellati negli ultimi due anni. All’inizio, pensavamo di aver commesso degli errori, ma dalla scomparsa del nono, l’hacker ha cominciato a dialogare con noi, entrando nei cellulari dei miei figli, comunicando attraverso numeri cellulari sempre diversi che però, se chiamati, risultano inesistenti. Nonostante abbia seguito rigorose procedure di sicurezza, l’hacker è riuscito a prendere il controllo, insistendo e rivendicando i profili sottratti come se fossero suoi».

Un’escalation insomma. Sotto scacco i social network, poi la rete wi-fi, la privacy. Un assedio a cui sono seguite le denunce non solo per hackeraggio ma anche per stalking. In questi giorni l’ennesimo episodio «a cui farà corrispondere – aggiunge – la quinta denuncia. Perché oltre al danno, ecco la beffa. I miei figli hanno subìto un furto di denaro dal bancomat e ancora minacce. La risposta della polizia postale è stata quella di sottoporci a una perizia tecnica da un laboratorio di analisi informatica per rilevare la presenza di malware nei due cellulari fuori uso, ovvero di un software che agisca contro il nostro interesse. Abbiamo inoltre contattato altri laboratori a Bologna e Brescia, per cercare di accelerare la risoluzione della questione ma il costo di queste perizie ammonta a 1.500 euro ciascuna, senza, fra l’altro, alcuna garanzia di riuscita».

Un circolo vizioso disarmante. «Non bastavano le minacce, le offese, gli account sottratti ora pure i danni materiali. Il mio incubo peggiore – conclude sconsolato il padre di famiglia – è che questa condizione si allarghi a macchia d’olio». 

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