Sicurezza
Iacopo, l’ex pizzaiolo di Orentano ora è cicerone-imprenditore a Berlino
Partito nel 2006 per scrivere la tesi, dirige una cooperativa di guide turistiche
CASTELFRANCO. Era arrivato a Berlino solo per scrivere la tesi. Sei mesi a disposizione, non di più. Giusto il tempo di preparare tutto, tornare in Toscana per laurearsi e poi guardarsi intorno. A distanza di oltre 17 anni, invece, la sua vita è tutta nella capitale tedesca, dove dirige l’unica cooperativa di guide turistiche attiva Berlino, ViveBerlin Tours (numero 1 assoluto tra le imprese turistiche nella classifica di Trip Advisor) , nonché fondatore e socio unico della società GuideinTour, dedicata esclusivamente ai visitatori italiani.
È l’avventura professionale di Iacopo Buonaguidi, 43 anni, orentanese, che dall’estate 2006 vive e lavora stabilmente nella “città del Muro”, capitale per eccellenza della storia contemporanea, laboratorio politico del Novecento e oggi forse «unica vera capitale d’Europa» dice Buonaguidi, che è riuscito a coniugare la laurea in storia con «il lavoro più bello del mondo», portando ogni giorno i turisti alla scoperta di una città che raramente regala emozioni senza qualcuno in grado di raccontarla.
Una città dove Iacopo si sente a casa, nonostante il legame fortissimo con Orentano, «che mi ha dato tanto – dice – permettendomi di diventare quello che sono». Arrivato nella capitale tedesca alla vigilia dei mondiali, con l’obiettivo di scrivere la tesi in sei mesi, Iacopo ha dovuto fare i conti con lo scoglio della lingua: «Conoscevo già l’inglese, il portoghese e lo spagnolo – racconta – e credevo di poter imparare velocemente anche il tedesco. Alla fine la tesi mi ha richiesto un anno e mezzo, iniziando nel frattempo a svolgere alcuni lavoretti per pagarmi un corso intensivo di tedesco».
Il primo lavoro è stato quello di pizzaiolo, nel solco di una tradizione che è da sempre nel dna degli orentanesi. «Prima di partire avevo imparato a fare le pizze con il maestro Guido Buoncristiani – ricorda – , lavorando anche come fabbro nell’officina di Lorenzo Marinari. A 19 anni sono stato eletto anche in consiglio comunale a Castelfranco, dal ‘99 al 2004. Tutte esperienze che mi hanno permesso di affiancare dei maestri che sono stati fondamentali per il mio percorso».
Un percorso che alla fine ha messo radici nella capitale tedesca, dove Buonaguidi aveva iniziato nel frattempo a lavorare come guida per la cooperativa ViveBerlin Tours, inizialmente tenendo tour guidati in spagnolo, tedesco e portoghese.
«Dopo aver discusso la tesi a Pisa ho deciso di tornare – spiega -. Non è stato facile ma ho trovato un compromesso: almeno una settimana ogni due mesi torno a Orentano, viaggiando sempre con due cellulari e due computer per gestire le altre guide e organizzare i tour. Praticamente non ho mai un giorno libero, lavoro sempre anche a distanza».
Nel frattempo, infatti, Iacopo è diventato prima socio e poi direttore della cooperativa. «A causa di alcune scelte sbagliate la cooperativa non se la passava bene – racconta – soprattutto perché continuava a lavorare con le agenzie di viaggio, in un periodo in cui i turisti avevano iniziato a fare tutto da soli con le piattaforme di prenotazione online. Dopo aver seguito un corso di marketing ho suggerito dei correttivi, diventando prima socio e poi direttore della cooperativa, che dispone di trenta persone tra impiegati e collaboratori».
Di lì a poco Iacopo ha creato anche una società “parallela” solo per il mercato italiano, GuideinTour, pensata per raccontare una città che a prima vista non piace, specie agli italiani. «Le altre capitali europee sono talmente belle che piacciono anche se nessuno te le spiega, mentre Berlino è un miscuglio di tutto, soprattutto per la storia travagliata che ha avuto nel Novecento» aggiunge Iacopo, che durante il Covid ha avuto il tempo per portare avanti anche la ricerca storica, pubblicando con Claudio Cassetti e Francesco Bertolucci il libro “Gli italiani a Sachsenhausen”, dedicato agli internati nel campo di concentramento “modello” delle SS, situato nei sobborghi di Berlino, dove proprio grazie al libro l’ambasciata italiana ha apposto una targa nel 2021.
«Proprio il periodo del Covid ha messo in evidenza la differenza tra l’Italia e la Germania – spiega Buonaguidi – perché qui lo Stato è un partner anche quando le cose vanno male. Nel 2020 la nostra attività è stata azzerata, ma lo Stato mi ha dato più dell’80% del fatturato dell’anno precedente, permettendo alla cooperativa di mantenere tutti i contratti con le guide. La burocrazia esiste anche qua, ma è tutto più semplice perché lo Stato parte dal presupposto che i cittadini sono onesti: non sei tu a dover dimostrare a priori di essere in regola, ma è lo Stato a dover dimostrare il contrario con i controlli».
Dopo diciassette anni in Germania e una carriera lavorativa di successo, il problema della lontananza ormai è solo un ricordo di gioventù per il 43enne di Orentano.
«Non mi sento affatto in “esilio” – risponde – anche perché secondo me l’Unione Europea è tutta lo stesso Paese: grazie ai collegamenti le distanze si sono ridotte e oggi non vedo più le differenze che c’erano una volta. Se prendo un treno per andare da Milano a Pisa probabilmente impiego più tempo che volando da Berlino. Senza contare che lavoro tutti i giorni con i turisti italiani, tra i quali ci sono un sacco di toscani grazie al volo diretto da Pisa. Alla fine mi sento sempre a casa».
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