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Pontedera, freddo nelle aule: al liceo XXV aprile va in scena la protesta
Gli studenti di 27 classi su 30 hanno scioperato mostrando gli striscioni: “Siamo studenti mica polaretti”, "la luce bacia gli studiosi, peccato che non ci sia”
Pontedera Il freddo nelle classi scalda gli animi degli studenti. Dopo le proteste di venerdì al liceo Montale nella succursale di via Puccini, ieri mattina il problema si è riproposto al liceo scientifico XXV Aprile. Di fronte all’ingresso dell’istituto superiore, dalla parte di via Milano, i ragazzi si sono dati appuntamento e hanno deciso di dar vita a una manifestazione organizzata per protestare non solo contro i guasti agli impianti di riscaldamento ma anche per segnalare tante altre criticità. Dalla muffa alle pareti all’illuminazione con molti neon non funzionanti, dai danni all’intonaco ai buchi nelle pareti, dagli infissi malmessi alle lavagne interattive multimediali installate ma non collaudate e dunque non attive agli infissi e agli avvolgibili rotti. “Siamo studenti mica polaretti”, «la luce bacia gli studiosi, peccato che non ci sia”, “liceo XXV Aprile come il Polo Nord”, recitano alcuni cartelli e striscioni.
«Perché la nostra scuola – raccontano i rappresentanti d’istituto Lorenzo Nucci e Elisa Ferrucci – soffre di una grave carenza nella manutenzione. Gli infissi lasciano passare il freddo nelle aule e inoltre in alcune sezioni le infiltrazioni sono tali che gocciola l’acqua dalle pareti, crea muffa e quando piove piccole pozzanghere sui pavimenti». Ecco la decisione di scioperare, anche in previsione di temperature più basse. «Già in alcune classi si gela, figuriamoci fra qualche settimana. Ogni anno ci risiamo. Dicono di aver cambiato la caldaia ma l’impianto continua ad avere gravi difficoltà. In alcuni locali proprio non parte». Così 27 classi su 30 hanno incrociato le braccia e non sono entrate. I rappresentanti hanno riunito i ragazzi, hanno discusso, affrontato le questioni in ballo e poi hanno sfilato in cortile.
«Queste non sono le condizioni per seguire al meglio le lezioni. La nostra idea – continuano – è quella di farci sentire, di coinvolgere la Provincia di Pisa perché prenda a cuore la situazione e ci dia un segnale di vicinanza». Chiedono un gesto alle istituzioni, una piccola svolta. «Ci sono tanti aspetti – concludono – da rivedere. I termosifoni spenti sono una faccia della medaglia. Ma pensiamo anche ai neon guasti che non vengono sostituiti pur essendo già stati ordinati e presenti in istituto e alla strumentazione che ha preso il posto delle vecchie lavagne di ardesia ma è come se non ci fosse perché aspettiamo il via dai tecnici da settembre». E mentre i liceali sperano in interventi risolutivi il preside Sandro Scapellato cerca un equilibrio tra le loro esigenze, la concretezza dei fatti e il difficile confine tra ciò che va fatto e le tempistiche. «Da quando sono arrivato e sono passati sette anni – dice il dirigente – la questione del riscaldamento si ripete periodicamente. Il disagio esiste ma l’operazione è complessa perché riguarda l’intero sistema da rivoluzionare e non può essere eseguita a scuola aperta ma magari durante l’estate. I neon poi vengono cambiati continuamente, proprio in questi giorni aspettiamo gli operai che arrivino per montarne dei nuovi»l
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