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Pontedera, picchia i clienti di bar e discoteca: a 22 anni viene bandito dai locali

Pontedera, picchia i clienti di bar e discoteca: a 22 anni viene bandito dai locali

Il dispositivo Deciso il “daspo Willy” per due anni per il giovane

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PONTEDERA. Prima se l’è presa con clienti di un bar a Calcinaia. Poi in un noto locale notturno della zona ha concesso il bis. Una condotta che gli è valso il daspo Willy con cui gli viene vietato l’ingresso nelle due attività per due anni. E se contravverrà a quanto disposto dalla questura di Pisa scatterà in automatico la denuncia alla Procura della Repubblica.

Destinatario di questa interdizione è un 22enne di origini albanesi che abita nella zona di Pontedera e che è stato ritenuto pericoloso per l’ordine e la sicurezza pubblica.

A lui, come a un 45enne di origini napoletane, già noto alle forze dell’ordine, che a Pisa si è reso protagonista di un episodio simile in un bar della stazione ferroviaria, è toccato quello che in origine era nato come divieto di accedere alle manifestazioni sportive, daspo appunto, ma che da anni viene utilizzato anche per vicende che non hanno a che fare con lo sport e che si verificano in ambito urbano.

Il daspo Willy, invece, è legato a situazioni in cui avvengono violenze in locali pubblici ed è stato introdotto dopo la morte di Willy Monteiro Duarte, ucciso durante una rissa mentre cercava di difendere un amico.

I carabinieri della compagnia di Pontedera, invece, hanno arrestato un 29enne straniero che vive in Valdera con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio.

Secondo quanto spiegato da comando provinciale dei carabinieri, gli uomini del radiomobile hanno effettuato un controllo su un’auto, il cui conducente ha subito evidenziato un comportamento piuttosto nervoso.

Da qui la perquisizione che ha fatto trovare ai militari dell’Arma oltre otto grami di cocaina già suddivisa in dieci confezioni pronte per essere vendute. A quel punto, inevitabile, è scattato l’arresto e il sequestro di auto e sostanza stupefacente.

Messo a disposizione dell’autorità giudiziaria, il 29enne di origine straniera è stato giudicato con il rito direttissimo il cui esito lo ha visto oggetto della misura cautelare personale dell’obbligo di firma.

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