Gioco
Santa Maria a Monte, pasticcio del Comune: cancellati i soldi del Pnrr per l’asilo nido
Revocati all'amministrazione i fondi pari a 1,3 milioni di euro. Il motivi? L’ente quando sono scaduti i termine non non aveva perfezionato l'acquisto
Santa Maria a Monte Un milione e 315mila euro per il nuovo asilo a Montecalvoli. Che a febbraio sembravano quasi a disposizione del Comune (tanto che erano già in bilancio) e ora non ci sono più. Il contesto nel quale si consuma la questione è quello del Pnrr: un finanziamento che il Comune a inizio anno aveva quasi in tasca, previa l’ottemperanza di alcune prescrizioni e a giugno, invece, gli è stato revocato.
Il caso è scoppiato alcuni giorni fa in commissione edilizia e ha visto le forze politiche scontrarsi anche martedì in consiglio. La questione viene da lontano e riguarda il terreno dell’attuale scuola materna in via Anna Frank a Montecalvoli, dove l’amministrazione a guida Ilaria Parrella, vicesindaca dell’epoca era l’attuale prima cittadina Manuela Del Grande, aveva intenzione di costruire il nuovo nido. Il terreno sul quale costruirlo presentava però un problema: come evidenziato dal Tar nel 2022, la scuola nel 1973 era stata costruita su un appezzamento mai venduto al Comune o espropriato. Questione che era emersa dopo che gli eredi dei proprietari erano stati “cercati” dall’Agenzia delle Entrate che pretendeva le tasse su un bene che in realtà il Comune aveva occupato senza mai sanare la questione. La situazione urbanistica andava in altre parole sanata. Problemi che nel febbraio scorso il Comune richiamava chiedendo al Ministero se il fatto che vi fosse una sanatoria in corso rappresentasse un problema. «Tale area, seppur già fosse nella piena disponibilità dell’ente, senza vincoli – si legge nella nota Comune – allo stato attuale necessita di adozione di atto autorizzativo sanante. Si chiede conferma che il citato procedimento sia conforme alle condizionalità del Pnrr».
Pochi giorni dopo dal Ministero, arriva una nota: «Fermo restando il mantenimento ed il raggiungimento dei target dichiarati in sede di candidatura […] la richiesta può essere accolta a condizione che tutti i requisiti richiesti dallo stesso siano posseduti dall’ente locale almeno prima della sottoscrizione dell’accordo di concessione. L’area oggetto di intervento deve essere di proprietà pubblica, nella piena disponibilità dell’ente locale».
A metà aprile, nell’ambito di uno dei tanti adempimenti richiesti dal Ministero, il Comune chiede chiarimenti su un questionario. Si scopre da questa nota che ancora in quel mese “il procedimento sanante” non ancora concluso. Si chiedono altri chiarimenti. Dopo alcuni passaggi tanto in giunta che in consiglio, a fine aprile la convenzione viene firmata. Si tratta di uno degli ultimi atti prima delle elezioni. Un mese e mezzo dopo, il 30 giugno, il Ministero “fulmina” l’ente locale: «Considerando che codesto ente locale dichiara (in aprile, ndr) che il procedimento di acquisizione semplificata dell’area (. ..) non si è ancora concluso e preso atto del fatto che la conseguente acquisizione non avrà effetto retroattivo e tenuto conto delle prescrizioni dell’avviso pubblico e dei criteri di ammissibilità, si dichiara la decadenza dal finanziamento dell’intervento». Martedì, in sede di votazione della variante al bilancio, i soldi sono stati tolti.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
