Gioco
Casa troppo vicina alla villa a Ponsacco, i proprietari hanno un mese di tempo per sgomberare. Poi verrà abbattuta
A metà dicembre scade l’ordinanza di sgombero emessa dal Comune. La famiglia rischia di perdere tutto e ha fatto divesi ricorsi
PONDACCO. Un altro tassello nella vicenda per l’abbattimento della casa costruita lungo via delle Colline per Legoli a Ponsacco e ritenuta dal Consiglio di Stato troppo vicina, per le leggi che regolano l’antincendio, alla vegetazione di villa Riccardi Toscanelli. Dopo l’ordinanza di sgombero emessa il 14 novembre dall’amministrazione comunale guidata dalla sindaca Francesca Brogi, lo stesso Comune ha stipulato il contratto di appalto con la ditta Abate di Ponsacco per la demolizione dell’edificio.
Il tutto dopo che proprio il Consiglio di Stato si è espresso a favore della nomina del commissario per la gestione della procedura al posto degli amministratori ponsacchini. E a questo proposito, l’Unione comunale del Partito democratico parla di conferma di quanto ha sempre detto l’amministrazione comunale, ovvero che l'attuazione della sentenza sarebbe proseguita indipendentemente dalla volontà del comune e che eventuali perdite di tempo sarebbero state pagate penalmente dai responsabili del procedimento».
E ancora: «Noi ci siamo sempre battuti contro questa sentenza ma senza finalità politiche. L'abbiamo fatto perché convinti che la decisione dei giudici fosse sbagliata e che a pagarne le conseguenze sarebbe stata una famiglia che aveva fatto tutto nel rispetto della legge». I dem aggiungono l’auspicio «che ci possa essere ancora il tempo per dibattere i ricorsi presentati dalla famiglia Cerretini e che dal parlamento o dal governo possano arrivare soluzioni per questa triste vicenda».
Al di là delle parole pronunciate dai politici, c’è il dramma di una famiglia che rischia seriamente, a questo punto, di dover rinunciare a un’abitazione su cui ha investito una cifra rilevante e che ora sembra sempre più vicina allo scenario peggiore.
Secondo l’ordinanza di sgombero, i Cerretini hanno un mese di tempo per liberare l’appartamento. Poi cominceranno le operazioni per la demolizione gestita dal commissario ad acta che risponde direttamente al ministro dell’Interno.
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