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Terme di Casciana, 2 milioni di rosso: immobili in vendita per ripianare
La Regione vuole rivedere gli indirizzi della liquidazione della società: due i passaggi-chiave
CASCIANA TERME. Due passaggi importanti per il futuro delle Terme. Il primo ci sarà oggi (venerdì 24) in consiglio comunale quando il sindaco Mirko Terreni illustrerà i nuovi indirizzi per arrivare alla liquidazione della società Terme di Casciana spa (circa due milioni di rosso) , di cui il Comune e la Regione sono soci, rispettivamente con quote del 24, 34% e del 75, 66%. La liquidazione iniziata nell’ottobre del 2018 e dovrà essere conclusa a brevissimo. I nuovi indirizzi dovranno essere dati alla dottoressa Rosanna Di Vita, nominata liquidatrice a luglio, dopo le dimissioni, del precedente liquidatore.
Il secondo passaggio è previsto per il 28 novembre, giorno in cui è stata convocata l’assemblea dei soci, proprio per decidere come liquidare Terme di Casciana spa. Finora era stato deciso di mettere sul mercato dei privati Villa Borri, per circa 2milioni e 200mila euro. Ora si profila la strada di ulteriori vendite immobiliari. Per prima cosa quella di un fondo commerciale (prezzo di cessione circa 30mila euro) , accanto all’ingresso della riabilitazione, in via delle Terme. In seguito il Comune potrebbe acquistare l’immobile delle Terme dove ora ha sede il Caffè per valorizzarlo e potenziarne l’attività. Ipotesi presa in considerazione dopo che la Regione ha fatto sapere al Comune di voler modificare gli indirizzi da dare al liquidatore, a conclusione del percorso per liquidare la società e procedere all’assegnazione degli immobili.
La Regione, alla luce di una sentenza della Corte Costituzionale del luglio scorso, ha deciso di rivedere il precedente impegno tra i soci proprietari che stabiliva l’acquisizione pro quota al patrimonio regionale degli immobili di proprietà delle Terme di Casciana e l’accollo della relativa quota di mutui e debiti a breve termine della società. La Regione ritiene che le società partecipate (come Terme) debbano rispondere dei debiti in proprio, solo con il capitale sociale. Da qui la richiesta di nuovi indirizzi per chiudere la liquidazione.
Dunque la strada sarebbe quella della vendita del patrimonio societario per fare fronte ai debiti. Prima la vendita, dunque, e poi la ripartizione dei beni (valore stimato 8 milioni). Il Comune su questo non è d’accordo – «noi diamo un’altra interpretazione della sentenza», dice il sindaco Mirko Terreni – considerando anche il valore degli immobili che i due soci possono acquisire supera le passività. «Purtroppo sul risultato del 2022 di Bagni di Casciana ha inciso il fatto che la riabilitazione è stata chiusa 9 mesi su 12 – spiega il sindaco Terreni – credo comunque che ci siano tutte le possibilità per chiudere questo percorso salvaguardando le nostre Terme».
Nei mesi scorsi l’assessore regionale Stefano Ciuffo (società partecipate) aveva detto che, dopo i rilievi della Corte dei conti al bilancio regionale, che «per quanto riguarda Terme di Casciana abbiamo già comunicato alla Corte dei Conti che non daremo seguito all’attuazione dell’articolo 2 della legge regionale 44 del 2022 circa il subentro nella proprietà degli immobili della società termale. Stiamo valutando con la società ed il Comune, con i quali c’è stata fin da sempre condivisione, le prossime azioni per portare a termine al più presto la liquidazione della società, sempre con l’obiettivo – conclude – della salvaguardia del territorio e dell’occupazione». «Penso che alla fine con la Regione sarà trovata una strada per mettere le Terme in condizione di ripartire» dice Terreni.
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